L’AQUILA – Come sono stati spesi, centesimo per centesimo, fattura per fattura, i soldi transitati nella contabilità speciale per l’emergenza e la ricostruzione post-sismica aquilana, dal dicembre 2009 all’agosto 2012, durante fase commissariale gestita da Gianni Chiodi?

La domanda, due anni dopo, se la sono posta il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso,  il vice presidente, Giovanni Lolli, che parlano di “stanze piene di carte e di una rendicontazione che non è stata ancora effettuata”.

Criticità già stigmatizzata lo scorso luglio dalla Sezione di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti, nella “Indagine sulle contabilità speciali legate alla ricostruzione a seguito dell’evento sismico del 6 aprile 2009”.

L’ex commissario Chiodi e Antonio Morgante, ex capo di segreteria della struttura commissariale, rispondono però per le rime e spiegano ad AbruzzoWeb che è stato il governo a non metterli in condizione di rendicontare, tanto che nell’aprile del 2014, poco prima delle elezioni poi perse, Chiodi decise di costituire, con una delibera di Giunta, un gruppo di lavoro interno alla Regione affidato all’allora segretario generale della presidenza Enrico Mazzarelli.

Un’operazione molto complessa quella della rendicontazione, basta infatti rileggersi la Relazione finale che l’ex commissario inviò nell’autunno del 2012 all’allora presidente del Consiglio, Mario Monti.

In totale, fino a quel momento risultavano essere stati spesi 10 miliardi e 491 milioni di euro, di cui 2,86 miliardi per l’emergenza, ovvero per il Progetto C.a.s.e. e M.a.p. e altra assistenza per gli alloggi; e 7, 62 miliardi per la ricostruzione degli edifici pubblici e privati, utilizzati e da utilizzare. Di questi, circa un miliardo, quantificano Lolli e D’Alfonso, sono stai i soldi che sono transitati nelle disponibilità del commissario. E precisamente nella contabilità speciale numero 5281, che raccoglie le risorse trasferite ai Comuni per il pagamento dei contributi di autonoma sistemazione, per i beni mobili, per gli indennizzi alle imprese, per le spese per il personale, per alberghi e strutture ricettive, per rimborsi alle Asl, per i pagamenti per forniture beni e servizi, ivi comprese le consulenze, i vari rimborsi spesa e prestazioni professionali.

E la contabilità speciale numero 5430 che raccoglie invece le risorse trasferite dal Commissario attraverso la Struttura tecnica di missione per spese connesse direttamente alla ricostruzione pubblica o privata e trasferite a Comuni, alle Ater, al Provveditorato alle Opere pubbliche.

“Non c’è un foglio di carta dove si possa leggere in dettaglio come sono stati spesi i fondi della contabilità speciale”, ha tuonato martedì scorso il presidente D’Alfonso, subito dopo aver annunciato nella sala del Consiglio comunale dell’Aquila i 6,2 miliardi previsti nella legge di stabilità a beneficio della ricostruzione post-sismica.

La mancanza di una rendicontazione – ha subito aggiunto Lolli – è un problema monumentale, l’ex-commissario ha gestito contabilità speciale di cui non si possono ora non avere pezze di appoggio, c’è un garage pieno di carte e mi chiedo chi possa ora metterci mano, capendoci qualcosa. È un problema che mi preoccupa, ma va risolto al più presto”.

“Ma la rendicontazione – spiega Morgante – è una cosa molto complicata, che non era nelle nostre capacità logistiche poter svolgere, non ne avevamo i mezzi. Abbiamo pertanto scritto più volte al Governo, alla Corte dei conti, al ministro Carlo Trigilia in persona, al fine di costituire una struttura ad hoc adibita e autorizzata ad effettuare la rendicontazione. Venuto meno lo strumento delle ordinanze di Protezione civile per istituire questa struttura, sarebbe servita una norma ordinaria purtroppo mai approvata”.

L’inerzia e la colpa, insomma, per Chiodi e Morgante è stata in del governo, reo di non aver predisposto una struttura intermedia per poter chiudere i conti della fase commissariale.

“In assenza di risposte dal governo – aggiunge Chiodi – e dopo un anno di inutili insistenze, ho deciso come presidente di Regione di far approvare una delibera di Giunta poco prima delle elezioni per istituire una struttura ad hoc”.

Il riferimento è alla delibera di Giunta numero 260 del 14 aprile del 2014 con cui viene to il segretario generale Mazzarelli di “porre a disposizione un apposito gruppo di lavoro, costituito da 10 unità di personale”, cinque delle quali “contrattualizzate dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e affidate alla Regione”. 

Una task-force finalizzata, appunto, “alla rendicontazione delle contabilità speciali già intestate al soppresso ufficio del commissario delegato per la ricostruzione”. 

Mazzarelli avrebbe dovuto coordinare l’attività di rendicontazione, con apposite intese con Paolo Aielli, l’ex titolare dell’Ufficio speciale della Ricostruzione dell’Aquila (Usra).

Poi però, dopo una quarantina di giorni, Chiodi ha perso le elezioni regionali, Mazzarelli è decaduto dal suo incarico e questa task-force è rimasta sulla carta, come del resto migliaia e migliaia di numeri e cifre che corrispondono ai soldi dei contribuenti italiani e che attendono ancora di essere letti e verificati, per avere certezza del loro corretto utilizzo.