L’AQUILA – Che figuraccia! I terremotati aquilani finiscono nella top ten della Guardia di finanza dei peggiori “truffatori del welfare” del 2011, tra gli oltre 18 mila mini-evasori fiscali scoperti dalle Fiamme Gialle nell’anno appena trascorso.

In particolare, in una delle schedine della classifica delle frodi viene citato il caso di famiglie aquilane di “furbetti” che hanno preso una doppia forma di assistenza dello Stato tra alberghi, affitti, autonoma sistemazione e alloggi provvisori, quando è noto che se ne avrebbe diritto a una soltanto.

Nulla di nuovo per i cittadini del “cratere”, che molto spesso leggono su AbruzzoWeb e gli altri media le scoperte fatte dalle forze dell’ordine di qualcuno che se n’è approfittato, una condotta sicuramente censurabile.

Detto questo, desta però più di un dubbio la scelta di inserire i “furbetti del terremoto”, che saranno stati sì e no un centinaio in oltre due anni e mezzo, tra le categorie più rappresentative all’interno della folta schiera di quasi 20 mila “evasori parassiti” che nell’anno appena passato hanno causato al fisco un danno erariale di 2 miliardi.

Anche perché nella classifica degli identikit figurano altre tipologie di furbata, ben più gravi, che costituiscono da anni vere e proprie piaghe sociali italiane, sicuramente più cospicue e numerose rispetto alle doppie assistenze nel “cratere”.

I terremotati, infatti, finiscono nel pentolone assieme ai finti poveri, i falsi invalidi, gli statali assenteisti, i truccatori di bilanci, i predatori di fondi comunitari e così via.

“Colleghi” non troppo lusinghieri. Insomma, una figuraccia, come si diceva all’inizio, anche se forse meno meritata rispetto agli altri furbetti. (alb.or.)