L’AQUILA – Troppe critiche, Gaetano Fontana se ne va.
Con una lettera inviata al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il coordinatore della Struttura tecnica di missione ha lasciato il suo incarico rimettendolo nelle mani dello stesso Chiodi.
Secondo quanto si è appreso, comunque, nei prossimi giorni il commissario rinnoverà la fiducia a Fontana, chiedendogli di tornare sui suoi passi.
D’altronde, nonostante abbia rimesso il mandato, in queste ore l’architetto sta portando avanti comunque la sua attività.
LE DIMISSIONI
A parlare delle dimissioni è il quotidiano Il Messaggero che riporta stralci della missiva in cui Fontana si lamenta per “gli attacchi violenti e ingiustificati”, le campagne “denigratorie e pretestuose” e di “risse e verbosità finalizzate alle sole occasioni mediatiche”.
Alla base del clamoroso gesto, le polemiche suscitate dall’ultima ordinanza firmata dal premier, Mario Monti, subito in città ribattezzata “blocca ricostruzione” che, tra le altre cose, taglia i contributi per la riparazione delle seconde case.
Un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri che “riporta – scrive l’ex coordinatore Stm – con le stesse parole, quanto concordato nel corso di due riunioni del 25 maggio e del primo giugno 2011 e contenuto in un verbale, meglio conosciuto come Lodo Letta, del 9 giugno 2011”; un verbale noto a tutti, ovvero commissario, sindaco, Letta, Gabrielli, Ministero dell’Economia, Ragioneria dello Stato.
“L’articolo 1 dell’ordinanza – scrive Fontana nella lettera rivelata dal quotidiano – non dice né più né meno. Nonostante questo, però, ancora una volta (e quasi fosse una colpa) l’avere collaborato istituzionalmente, perché questo è il nostro compito, ha comportato per la Struttura tecnica di missione e per me personalmente, essere oggetto di attacchi violenti e ingiustificati”.
Per Fontana l’Opcm è diventata “ancora una volta l’occasione per montare una campagna denigratoria e pretestuosa” e ha ricordato i pareri espressi su altri provvedimenti: “dalla disciplina – scrive il giornalista Stefano Dascoli – per gli edifici vincolati, relativa alle maggiorazioni di contributo in presenza dei costi previsti, definiti in funzione del reddito del proprietario; le modalità di attuazione degli interventi degli edifici a proprietà mista pubblico-privato, l’unificazione delle due contabilità speciali”.
“In questo contesto – aggiunge Fontana nella sua lettera – di insofferenza ed eccesso di comunicazione non è possibile né decoroso essere presenti, come se nulla fosse, in luoghi che privilegiano la rissa e la verbosità finalizzata alle sole occasioni mediatiche”.
Infine l’ex numero uno della Stm ha detto di ritenere inutile per la ricostruzione “puntare sull’appoggio e sulla condivisione da parte dei sindaci dei comuni minori in contrapposizione al Comune dell’Aquila. La divisione dei soggetti del territorio è sempre una sconfitta che è compito del commissario evitare”.
“Non è possibile né decoroso essere presenti in luoghi che privilegiano la rissa e la verbosità finalizzata alle sole occasioni mediatiche”.
Con queste parole attentamente soppesate ma equiparabili sicuramente a uno sfogo l’architetto Gaetano Fontana, coordinatore dimissionario della struttura tecnica di missione (Stm), si tira fuori dal pantano di risse e litigi sulla ricostruzione, rimettendo il suo mandato nelle mani del commissario, Gianni Chiodi.
AbruzzoWeb propone ai suoi lettori la lettera integrale di Fontana al commissario. (red)
LA LETTERA DI FONTANA (pdf, 90 Kb)
IRITALE (PD): “GLI AQUILANI NON SONO DISPIACIUTI”
“Apprendiamo dalla stampa della lettera di dimissioni presentata dal coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, e indirizzata al presidente Gianni Chiodi. Crediamo che gli aquilani non subiranno con dispiacere questa notizia”.
Lo scrive in una nota il segretario del Partito democratico L’Aquila, Francesco Iritale.
“Da tre anni – si legge – ormai questa città subisce una gestione commissariale che non ha risolto uno dei tanti problemi che la affliggono. Ritardi nella definizione delle norme, lentezza nella erogazione dei fondi, una burocrazia esasperante stanno paralizzando la ricostruzione. L’architetto Fontana ha ampie responsabilità per questo stato di cose”.
“Se alle sue dimissioni – conclude – si unissero quelle dei vertici della struttura commissariale, forse la città potrebbe iniziare nuovamente a sperare di essere ricostruita”.
MORELLI (FLI): ”LA MAGGIORANZA FA LA VOCE GROSSA MA NON HA IDEE”
“Sulla vicenda delle dimissioni dell’architetto Gaetano Fontana rimesse nelle mani del presidente, Gianni Chiodi, che poi le respinge stendiamo un velo pietoso. Ma è sulle polemiche che si stanno sollevando che mi voglio concentrare”.
Lo scrive Stefano Morelli, coordinatore comunale di Futuro e libertà dell’Aquila.
“Da qualche ora partono comunicati da parte dell’amministrazione comunale, dei consiglieri e dei partiti di maggioranza, dove si fa la voce grossa chiedendo a Fontana di andare fino in fondo e a Chiodi di accettare le dimissioni – prosegue Morelli – Si chiede un nuovo tipo di governance ma non si sa quale, non c’è da parte loro un’idea che sia una”.
“È utile ricordare ai cittadini – aggiunge l’esponente finiano – che il dualismo tra amministrazione comunale e struttura commissariale è colpa di entrambi gli attori che non hanno la capacità di uscire dalla logica del proprio orticello senza una vera visione strategica”.
“Noi di Fli abbiamo, già da alcuni mesi, presentato una mozione in Consiglio comunale che impegna l’amministrazione a chiedere al governo che il prossimo sindaco della città sia anche il commissario alla ricostruzione – ricorda Morelli – Ma finora il sindaco e la sua maggioranza non lo hanno ancora preso in considerazione”.
“Solo in questo modo si potrà finalmente porre fine al dualismo – conclude Morelli – e riconsegnare il capoluogo ai nostri concittadini”.



