L’AQUILA – Meglio tardi che mai. I Comuni del cratere sismico sono pronti ad utilizzare famigerati fondi Giovanardi disponibili dal lontano 2009 e bloccati da un lunghissimo contenzioso giudiziario.
Gran parte dei progetti prevede la realizzazione o l’ampliamento di case di riposo, centri polivalenti per anziani ed un solo asilo nido.
E pensare che nel decreto Abruzzo del 2009 si legge che questi fondi – 12 milioni di euro poi diventati 8,3 perché una parte è già stata utlizzata – a disposizione dal dipartimento per le Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri ai tempi rappresentato dal sottosegretario Carlo Giovanardi, servivano ad “agevolare il più rapido recupero di adeguate condizioni di vita a favore delle famiglie residenti nei comuni colpiti dal sisma”.
Ma tale recupero è stato tutt’altro che “rapido”.
A bloccare tutto, infatti, un ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte del Comune dell’Aquila, che aveva lamentato irregolarità nel bando dell’ex commissario delegato alla ricostruzione Gianni Chiodi che nel settembre 2011 aveva premiato una quindicina di Comuni ma non L’Aquila, che comunque aveva ottenuto 3,9 milioni dei 12 complessivi per la ristrutturazione della Residenza alberghiera socio sanitaria per anziani ex Onpi.
Respinto il ricorso dal Tar, il Comune dell’Aquila si è appellato al Consiglio di Stato, ma anche questa volta senza successo.
Intorno ai fondi si è poi è scatenata una furibonda polemica politica, tra il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane da una parte, e Giovanardi, Chiodi e l’allora responsabile della segreteria del commissario Antonio Morgante dall’altra.
Come se non bastasse, ha fatto grande clamore l’inchiesta della Procura dell’Aquila su una presunta truffa sulla gestione delle strutture che sarebbero state realizzate con i fondi, inchiesta che ha sfiorato anche la Curia aquilana: è ancora in corso un processo che vede imputati Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere.
Ora però i Comuni vincitori del bando, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, possono togliere la povere dalle cartelline che contengono i progetti.
Dei quali quasi tutti prevedono, al fine garantire “adeguate condizioni di vita a favore delle famiglie”, la realizzazione di residenze per anziani, il potenziamento di ospizi esistenti, di centri polivalenti per la terza età, cliniche e centri per gravi patologie.
Il tutto, pensato anche come occasione di creazione di posti di lavoro.
L’intervento sociale ha avuto cioè una declinazione edilizia. Incentrata sul mattone, non sul servizio diretto alla persona. Una scelta obbligata, del resto, poiché i punteggi previsti dal bando, davano molto perso alla “realizzazione di strutture” poco invece all’assistenza domiciliare, ad aiuti diretti alle persone in difficoltà.
E tra le strutture previste ci sono solo due asili nido, nessun centro per ragazze madri, pure previste dal bando. E questo perché nei paesi del cratere che vivono già da prima del terremoto il dramma dello spopolamento e della fuga dei giovani senza lavoro e prospettiva, i residenti con fragilità sociale sono per la maggior parte anziani. Non pochi dei quali sono venuti a mancare, in attesa che i fondi Giovanardi fossero spesi per rendergli la vita più confortevole.
BUGNARA E COCULLO
Cominciamo da Bugnara e Cocullo, comuni aquilani nell’area peligna colpita dal sisma.
A loro andranno 1,5 milioni di euro, dopo un ulteriore contenzioso, con ricorso al Tar vincente, visto che inizialmente gli erano stati assegnati solo 350 mila euro. Il loro progetto prevede la realizzazione di un centro diurno per anziani a Bugnara, recuperando un edificio nel centro storico danneggiato dal sisma, e a Cocullo una casa di riposo per anziani autosufficienti.
“Le due strutture – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco di Bugnara, Giuseppe Lo Stracco – saranno gestite unitariamente, e confidiamo che questo occorrerà posti di lavoro i giovani locali che già hanno esperienza nel settore dell’assistenza. Il centro diurno avrà una mensa e tutto quello che occorre per consentire agli anziani del paese e della nuova che solo la maggioranza degli abitanti, di trascorrere lì le giornate in compagnia”.
CAGNANO, CAPITIGNANO, CAMPOTOSTO E MONTEREALE
Spostiamo nell’Alta Valle dell’Aterno, dove 3,5 milioni di euro sono stati assegnati ai Comuni di Cagnano Amiterno, Capitignano, Campotosto e Montereale.
“Abbiamo proposto una rete di assistenza integrata – spiega il sindaco di Capitignano, Maurizio Pelosi – che al centro avrà una residenza per anziani autosufficienti, da 15 posti. Una struttura da realizzare nel centro del paese, al posto di un rudere e secondo i canoni estetici fissati dal Piano di ricostruzione ex novo, a Cagnano invece sarà realizzato un centro polifunzionale ricreativo, dotato anche di impianti sportivi. A Marana di Montereale sarà invece ristrutturato l’asilo nido. E verrà anche acquistato un bus navetta, che renderà fruibili le tre strutture a tutti gli utenti,che nel nostro territorio vivono in decine di frazioni anche molto distanti tra loro”.
“Con questo progetto – osserva Pelosi – eravamo partiti con grande entusiasmo, poi si è bloccato tutto. Ora aspettiamo che il ministero si facci sentire, per riavviare la pratica. Qualcuno ha giustamente osservato che forse i fondi potevano essere usati diversamente da quello che il bando ci ha imposto, ma poi ci siamo conviti che è importante realizzare una casa di riposo, perché potranno venire a starci anche paesani che ora vivono in città. E per impedire pure che nostri paesani in età avanzata vengano portati via, perché senza assistenza”.
ROCCA DI MEZZO, ROCCA DI CAMBIO E OVINDOLI
Spostiamoci a Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli, che hanno vinto il bando con un progetto da circa un milione di euro.
Anche qui sono previsti interventi edilizi, precisamente per ampliare e ristrutturare la casa di riposo di Rocca di Mezzo che può postare una trentina di anziani, gestita da un privato che versa al comune 2 mila euro al mese di canone d’affitto.
“Di questi fondi – spiega il sindaco Mauro Di Ciccio – 300 mila euro serviranno a dotare la struttura di una migliore coibentazione termica e abbattere il costo di gestione, per rifare una parte del tetto e rendere fruibili altre tre camere. Gli altri 700 mila serviranno a migliorare il servizi da offrire, aggiungendo la fisioterapia e un ambulatori per la prima assistenza medica. Ed anche per abbattere le rette ai meno abbienti”.
Una casa di riposo pensata anche come un valore aggiunto al turismo dell’altopiano delle Rocche: infatti saranno a disposizione anche residenze per ospitare temporaneamente famiglie con anziani a carico, durante i periodi di villeggiatura.
GLI ALTRI COMUNI
Altro progetto integrato è quello di Capestrano e Villa Santa Lucia, finanziato con 328 mila euro circa.
“Il nostro progetto – prevede il sindaco di Capestrano Giuseppe Marulli – è di potenziare il nostro centro anziani nel centro del paese, finanziandone la sua gestione, che offre tra l’altro lavoro per i nostri giovani”.
Infine, c’è il progetto di rete presentato dai comuni di Acciano, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi e Tornimparte, per un totale di 3,5 milioni di euro.
In questo caso, ciascun comune ha presentato un singolo progetto, finanziato in media con 300 mila euro, avendo l’accortezza di non creare doppioni e sovrapposizioni.
Tra i progetti più ambiziosi quello del comune di Ocre, che punta tutto sul potenziamento del Centro Aism per la riabilitazione della struttura per la sclerosi multipla, prossimo all’inaugurazione, realizzato con una donazione della Provincia autonoma di Bolzano.
“La nostra idea – spiega il sindaco Fausto Fracassi – è di realizzare qui un polo di eccellenza per la cura della sclerosi multipla. In un fabbricato nella frazione di valle Cavalletto, a completamento della clinica Aism, unica nel centro Italia, realizzeremo un centro per visite specialistiche, con studi medici privati, specializzata nell’assistenza psicologica, con finanziato il primo triennio di avviamento, aprendo così prospettive di lavoro per tanti nostri giovani che già operano nel settore”.
Non vedrà invece la luce il progetto del Comune di Fagano Alto che prevedeva la realizzazione di un hospice per i malati terminali per patologie causate dall’esposizione da fibre di amianto.
La quota di fondi messa a disposizione non è infatti sufficienti.
“Ci riuniremo a breve in Giunta e poi in Consiglio comunale – spiega l’assessore Marcello parlante – e ragioneremo sul da farsi. Purtroppo la nostra idea iniziale non è praticabile e allora dobbiamo capire se è possibile destinare i fondi per altri interventi di natura sociale”.
A Castelvecchio Calvisio, si investiranno i fondi a disposizione per potenziare la struttura polifunzionale dotata di biblioteca sala lettura, che offre anche posti letto oggi occupati da anziani soli con casa inagibile.
Sarà realizzato ex novo un edifico per ospitare un ambulatorio medico. Il tutto pensato in rete con la casa di riposo di Castel del Monte.
“Crediamo molto – spiega il sindaco Dionisio Ciuffini – nella cura degli anziani”.
A Tornimparte ed Acciano, ai due estremi della Valle dell’Aterno si punterà poi su un centro polivalente, nel secondo caso pensato oltre che come centro di aggregazione anche come poliambulatorio.
“Parte dei fondi – dice però il sindaco di Acciano Fabio Camilli – li destineremo a borse lavoro e ad assistenza domiciliare”.
A Tione degli Abruzzi, l’idea iniziale era di realizzare una struttura ex novo come luogo di socializzazione e preghiera.
“Nell’immediato post terremoto c’era l’esigenza – afferma il sindaco Tullio Camilli – di trovare un luogo per celebrare messa, ora certo le cose sono un po’ cambiate, ma questa struttura è comunque utile”.
A Tione come in tanti altri comuni beneficiari dei fondo Giovanardi sono però tanti gli edifici storici vuoti e inutilizzati.
In questo caso, ad esempio, il Comune sono anni che si sforza invano di dare in gestione un meraviglioso convento del 1600. A costo zero, in cambio della manutenzione straordinaria, che però risultata essere troppo onerosa per gli imprenditori e le associazioni che si erano interessate. Ci si chiede dunque perché non si utilizzano i 300 mila euro dei fondi Giovanardi per ridare una destinazione d’uso al convento.
Ma di soldi, precisa il sindaco, ne servirebbero almeno il doppio.
Concludiamo con Poggio Picenze.
È qui che sarà realizzato il secondo asilo nido, ristrutturando l’ex scuola materna, con intervento da 400 mila euro.
“Non abbiamo avuto dubbi – dice Antonio Menna – non c’è nulla di più strategico e di alto valore sociale per i nostri paesi che prendersi cura dei nuovi nati e delle loro giovani famiglie”.



