L’AQUILA – Le zone del cratere sismico del Molise saranno visitate oggi da una delegazione abruzzese che intende così accertare i tempi della ricostruzione post-terremoto, i ritardi accumulatisi e le questioni rimaste irrisolte. Il vice presidente della Commissione consiliare per la Ricostruzione della Regione Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni e il sindaco di Tornimparte (L’Aquila), Antonio Tarquini, visiteranno, insieme al consigliere regionale molisano Michele Petraroia (Pd) alcuni Comuni colpiti dal terremoto del 31 ottobre 2002, per toccare con mano i problemi legati al “Modello Molise”.

Alle 15 la delegazione sarà nel centro sociale del Villaggio Provvisorio di Bonefro (Campobasso), dove è previsto un incontro pubblico per uno scambio di informazioni.

“Nell’occasione  – si legge in una nota – sarà ribadita la solidarietà istituzionale della Regione Molise ai terremotati abruzzesi, già espressa con delibera di Consiglio regionale approvata il 14 dicembre 2010 e concretizzatasi con la presenza di una delegazione molisana alla manifestazione dell’Aquila il 20 novembre scorso. “Il confronto pubblico permetterà di esaminare le criticità di un modello istituzionale introdotto dal Governo Berlusconi nel 2001 e sperimentato per la prima volta sul terremoto del Molise.

“Le innovazioni introdotte con questo modulo di gestione di una calamità naturale – spiega Petraroia – prevedono l’assenza di una legge nazionale di riferimento e la concentrazione di tutti i poteri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che li esercita tramite un Commissario Straordinario attraverso ordinanze amministrative. L’ipotesi su cui poggiava tale modello era velocizzare gli adempimenti amministrativi e snellire i tempi di realizzazione delle opere”.

“La stessa motivazione ha spinto il Governo Berlusconi a estendere tale sistema anche ai Grandi Eventi, coinvolgendo la Protezione Civile in attività improprie, con i risultati che si evidenziano in varie inchieste giudiziarie. Sul piano del risultato, il Modello di ricostruzione post-sisma, oltre che antidemocratico perché esautora le Regioni, le Province e i Comuni, non è neanche efficace, come si intuisce parlando con i terremotati molisani i quali, nove anni dopo il sisma, sono costretti a vivere ancora in prefabbricati precari che stanno cadendo a pezzi”.