L’AQUILA – “Dopo il terremoto c’è stato un incremento delle malattie cardiovascolari tra la popolazione: ciò è dovuto all’ansia, alla cattiva alimentazione, all’aumento del consumo di alcool, al poco moto”.

Il dottor Carmine Maccarone, cardiologo aquilano, sottolinea come: “alcuni fattori che generano le patologie non sono modificabili, come l’età o la predisposizione familiare, altri invece, lo sono e molti derivano proprio dalla condizione della popolazione nel post-sisma”.

“Basti pensare – aggiunge Maccarone – allo stress latente, al fatto di aver mangiato per mesi nei ristoranti dove erano alloggiati gli sfollati o al ricorso al panino mordi-e-fuggi”.

“Non solo – prosegue il cardiologo – gli aquilani hanno perso l’abitudine alle sane passeggiate, prima del terremoto ognuno di noi doveva recarsi almeno una o due volte a settimana presso uffici pubblici, studi professionali o negozi e si era costretti a lasciare la macchina alla Villa comunale o al Torrione, e quindi si facevano a piedi salutari camminate di tre-quattro chilometri.

“A tutto ciò va aggiunto il disinteresse della politica nel creare una città salutare – polemizza Maccarone – fatta di impianti sportivi, progetti di educazione scolastica, luoghi di socialità che sono una sorta di ‘medicine naturali’ che alleggeriscono la sanità pubblica”.

“I giovani, infatti – conclude il medico – non sono immuni dalle malattie al cuore, nonostante si pensi il contrario: lo dimostrano studi specifici, quindi le nuove generazioni devono essere accorte se non vogliono pagare già a 40-45 anni le conseguenze di una vita all’insegna del bere e del fumo”. (pi.bi.)