L’AQUILA – Sono già cinque giorni che sono al gelo, senza luce, costretti ad accendere i fornelli del gas per ottenere un po’ di tepore.
Da giovedì scorso infatti l’Enel ha staccato la corrente elettrica a quattro fratelli aquilani, Pierluigi, Gino, Roberto e Vincenzo Chiarizia, che da dopo il terremoto vivono in un Map (Modulo abitativo provvisorio) a Pianola,. La causa? Alcune bollette non pagate che però non sono mai state recapitate perché (si è scoperto successivamente) riportanti un indirizzo sbagliato.
“Senza alcun preavviso hanno messo il sigillo al contatore – spiega Pierluigi – Una volta appurato l’errore da parte dell’Enel relativo all’indirizzo, abbiamo pagato le quattro bollette che risultavano in rosso. Nonostante questo, però, ad oggi siamo ancora senza corrente e con il freddo di questi giorni il disagio è davvero grandissimo. In più tutte le cose che avevamo nel frigo e nel congelatore sono andate a male”.
Sono cinque giorni che i fratelli Chiarizia stanno cercando di contattare l’Enel in qualunque modo, chiamando il numero verde, inviando fax di sollecito, ma la fornitura di corrente ancora non viene ripristinata.
“C’è un rimpallo di responsabilità tra i centralini e gli uffici che denota un’assoluta inadeguatezza nell’assistenza ai clienti”, spiega l’avvocato Gianluca Racano, delegato Adusbef, al quale i fratelli Chiarizia si sono rivolti per intraprendere le vie legali.
“Abbiamo intenzione di fare una denuncia penale – spiega l’avvocato – stiamo valutando l’ipotesi di un provvedimento d’urgenza al Tribunale. Ovviamente chiederemo anche i danni per il disagio causato”.
I ‘difetti’ della burocrazia ancora una volta non aiutano la già difficile vita quotidiana delle persone nel post terremoto.
“Chi eroga servizi a milioni di cittadini – sottolinea – tende a investire più soldi nella pubblicità che nei servizi di assistenza al cittadino. Servono uffici territoriali più efficienti, soprattutto in una fase delicata come quella che stiamo vivendo all’Aquila”.



