L’AQUILA – Stanno arrivando in questi giorni nelle case degli aquilani gli avvisi di ispezione degli impianti termici per le famiglie che non hanno prodotto l’autodichiarazione: il pagamento del controllo sarà a loro carico e questo sta già facendo montare le polemiche.

Partiamo dal principio. Nel 2009, subito dopo il terremoto, gli addetti comunali hanno proceduto a effettuare la prova fumi delle caldaie per verificarne il corretto funzionamento. 

Contestualmente gli utenti erano obbligati a consegnare l’autodichiarazione della regolarità dell’impianto per il biennio 2009-2010 con allegata la ricevuta del versamento di circa 8 euro.

Ma in moltissimi casi si è dimenticato di farlo. “Il periodo era di completa confusione – dice qualcuno – erano passati pochissimi mesi dal terremoto e molti di noi hanno pensato che il controllo fatto dall’addetto comunale bastasse”.

Il settore Ambiente del Comune ha iniziato in questi giorni a inviare le ispezioni per gli inadempienti, che dovranno sostenere a loro carico il costo delle verifiche: si va dai 60 euro per impianti di potenza inferiore a 35 chilowatt fino a 250 euro per quelli di potenza superiore o uguale a 350.

Molti sono già sul piede di guerra e chiedono che il Comune si metta una mano sulla coscienza, considerando anche il fatto che quasi tutti gli utenti, negli anni successivi al 2009, hanno effettuato controlli e autodichiarazioni.

“Questo vuol dire che l’impianto è funzionante e lo era anche l’anno del sisma – tuonano – quindi non ha senso mandare un’ispezione”.  

Qualcuno poi aggiunge in tono lievemente polemico che “c’è chi ha pagato le tasse e non ha avuto sconti, mentre chi non lo ha fatto ha ottenuto una riduzione del 60 per cento. Questo ulteriore esborso è ingiusto!”. Elisa Marulli