RIETI – “Ho ribadito quello che ho detto nei giorni scorsi, mi sono fatto portavoce dell’indignazione degli italiani, di chi mi ha scritto e di chi mi ha fermato per strada. Di coloro che, quando hanno versato i soldi, intendevano darli ad Amatrice. Chi decide non è mai sprovveduto, è sbagliato da un punto di vista morale. È stata tradita la fiducia degli italiani”.

È quanto ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, lasciando la procura della Repubblica di Rieti dove è stato sentito, in qualità di persona informata sui fatti, dal procuratore capo Giuseppe Saieva in merito alla vicenda degli sms solidali.

“Abbiano il coraggio – ha aggiunto il sindaco di Amatrice – di dire che la cosa era tecnicamente giusta ma moralmente sbagliata. Se la chiudono, bene così. Abbiamo saputo che la scuola di Collevecchio sarà stralciata. Il procuratore era a conoscenza di tutto, aveva ascoltato la registrazione delle mie dichiarazioni”, ha aggiunto Pirozzi riferendosi all’intervento di ristrutturazione della scuola di Collevecchio a cui erano stati destinati i fondi degli sms.

Il sindaco di Amatrice lamentava che quel Comune non era nel cratere.

“Adesso io mi aspetto la contraerea”, ha detto Pirozzi prima di essere sentito dal pm, in un’intervista a Intelligonews.it.

“Basterebbe dire ‘abbiamo utilizzato i soldi per altri comuni’, non c’è niente di male. Poi si vuol fare passare che è stata fatta la consulta dei sindaci, ma così non è – ha aggiunto – La Regione Lazio ha inserito la ristrutturazione di una scuola di un Comune che non è inserito nel cratere, che è Collevecchio”.

“Con tutto il rispetto per Collevecchio che è un comune che ho nel cuore e ha dato anche i natali a un campione del mondo come Alessandro Nesta. È chiaro – conclude il sindaco di Amatrice – che adesso mi aspetto il fuoco”.

“Sabato ad Atreju ho fatto un discorso molto più ampio e ho detto che era stata tradita la volontà degli italiani perché in quei giorni facendo quel numero intendevano dare i soldi alle popolazioni che hanno avuto la distruzione. Poi le scelte sono state altre e secondo me non si è tenuto conto della volontà popolare. Punto”, ha concluso.