ROMA – “Per una valutazione corretta del lavoro fatto in quest’anno, si deve partire dalla sequenza di eventi sismici di dimensioni davvero senza precendenti, l’accumulo di eventi sismici ha coinvolto 140 comuni colpiti, alcuni centri storici sono stati quasi annientati”.

Così il premier Paolo Gentiloni parlando di “impegno eccezionale” dello Stato nel corso dell’incontro con la stampa di oggi per fare il punto e annunciare novità sull’emergenza e la ricostruzione post-terremoto 2016 e 2017.

“Vasco Errani concluderà il mandato a settembre come previsto e colgo occasione per ringraziarlo, ha fatto davvero un ottimo lavoro”, ha aggiunto confermando la notizia uscita in questi giorni.

Nonostante i grandi sforzi e le risorse “di numerosi miliardi” stanziati “non tutto sta marciando alla velocità necessaria”, ha riconosciuto il premier.

Per questo “rivolgo oggi il mio invito come capo del governo a tutte le amministrazioni, dalle Regioni ai Comuni, a fare il massimo sforzo e assunzione di responsabilità per accelerare le procedure”, per poi aggiungere che “siamo al lavoro per superare i ritardi”.

All’incontro hanno preso parte oltre allo stesso Errani il nuovo capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e i presidenti delle quattro Regioni coinvolte, che avranmno maggiori poteri, tra i quali l’abruzzese Luciano D’Alfonso, che ha promosso la governance 2016-17 rispetto a quanto fatto nel post-terremoto dell’Aquila del 2009.

GENTILONI: “PIU’ POTERI ALLE REGIONI, MA CI VUOLE UNA LEGGE”

“Il governo continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento in un sistema che si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori”, ha proseguito indicando come “le responsabilità del commissario saranno ridistribuite”.

La ‘governance’ della ricostruzione del post terremoto “è regolato dalla legge e si basa sulla figura del commissario, nelle prossime settimane ragioneremo su un’evoluzione perché siamo in una fase di passaggio, sono ancora vivi i problemi dell’emergenza ma stiamo entrando nella fase di ricostruzione che deve vedere un protagonismo più accentuato dei territori. Certo non accadrà domani mattina perché ci vuole una legge”, ha precisato su questo tema.

“La ricostruzione sarà certa, è un impegno preso. I cittadini mantengano la speranza. Ma la forza motrice non può che essere la fiducia dei cittadini di questi territori – ha poi detto Gentiloni – La circolare sulle tasse nelle zone colpite dal terremoto è in via di correzione”.

ERRANI: “LASCIO IL 9 SETTEMBRE COME PREVISTO”

“Il 9 settembre scade il mio contratto, ringrazio Gentiloni e Renzi, con i governi e i premier c’è stato il massimo della collaborazione, era una cosa chiara ed è finita perché era previsto che il mio ruolo finisse con la scadenza del contratto. È semplice, non ci sono retroscena, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare ragionamenti su poltrone”.

Così Vasco Errani ha spiegato i motivi della fine del suo impegno come commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia.

“È da tempo che sottolineo che, fatto l’impianto, la ricostruzione è del territorio che in primo luogo deve assumere la gestione del processo e credo che l’impianto lo consenta – ha aggiunto – Questa è la verità, è semplice, non ci sono retroscena, non c’è stata una discussione nel governo”.

L’ex governatore dell’Emilia Romagna ha affermato di prendere “atto di altre interpretazioni” sul suo addio ma, ha assicurato, “sono sinceramente sereno e d’altra parte, quando fui nominato, si diede un’interpretazione politica, ora si dice che me ne vado per una poltrona. Chi mi conosce sa che questo non fa parte della mia storia, figuratevi se a 62 anni mi metto a fare questi ragionamenti”.

Il percorso, concluso era “definito e credo che si chiuderà il 9 settembre”.

“Sono convinto che siamo di fronte a un impianto di ricostruzione che è il più innovativo e completo rispetto a eventi simili del passato”, ha detto poi entrando nel merito.

“Per la prima volta si riconosce il 100 per cento alle seconde abitazioni, oltre che alle prime. C’è un impianto complessivo a sostegno dell’economia inedito, che vale 1.360 milioni di euro”, ha rivendicato. Il sisma del Centro Italia peraltro ha dimensioni molto inferiori a quello dell’Aquila del 2009.

“Va dalle zone franche fino ai danni indiretti fino al sostegno a nuovi investimenti. Il lavoro e l’impresa sono una leva decisiva per contrastare un problema fondamentale per questi territori già da prima, cioè lo spopolamento – ha detto ancora il commissario uscente – Abbiamo indicato norme tecniche grazie al comitato scientifico per assicurare la resistenza sismica e il miglioramento sismico. Abbiamo ottenuto che in tutte le scuole danneggiate si farà l’adeguamento sismico, la programmazione è già iniziata”.

“Si può vedere il percorso in tanti modi, ma l’unica unica cosa da non fare è cadere in semplicismi: 4 terremoti di queste dimensioni in un territorio cosi ampio hanno prodotto conseguenze davvero rilevanti – ha ammonito poi – La verifica dei danni è ricominciata tre volte”.

Su un tema scontante, ha assicurato che le attività scolastiche nelle zone colpite dal sisma un anno fa “cominceranno tutte regolarmente”.

BORRELLI: “7.500 PERSONE OGGI ASSISTITE”

All’evento c’era anche il nuovo capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli.

“A oggi la popolazione assistita è di 7.500 persone, tra moduli container, alberghi e strutture comunali”, ha elencato.

Inoltre, ha aggiunto, “40 mila persone hanno avuto il contributo dell’autonoma sistemazione, per i quali sono stati spesi finora 200 milioni di euro”.

“Fino a oggi sono state effettuate 200 mila verifiche di agibilità degli edifici” lesionati dal sisma, “ne restano 14 mila”.

E su quelle effettuate, è stato accertato che il 44% degli edifici è agibile, il 41,6% non agibile a vario titolo. Il Dipartimento protezione civile ha anche verificato le scuole, 2.642 edifici, di cui sono risultate agibili 1.733, ha snocciolato Borrelli.

Quanto alla viabilità, ha ricordato che il governo ha deciso di fare un piano straordinario per il ripristino, affidato ad Anas e ministero delle infrastrutture, grazie al quale ci sono stati “251 interventi complessivi, per complessivi 473 milioni di euro. Quattro i lavori ultimati”.

Infine, Borrelli ha spiegato che, grazie alle donazioni, la Protezione civile ha raccolto 35 milioni di euro, dei quali 23 milioni attraverso gli sms e il resto con altre donazioni private.

D’ALFONSO: “NEL 2009 LA MACCHINA NON E’ STATA COSI’ VELOCE”

“Ringrazio per il lavoro fatto, noi abruzzesi abbiamo vissuto il terremoto del 2009 dove questa macchina non è stata così veloce, sia dal punto di vista delle risorse sia delle norme. C’è stata la capacità di fare tesoro delle precedenti esperienze”.

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nel corso della conferenza stampa sulla ricostruzione post-terremoto a Palazzo Chigi, bocciando la governance di centrodestra della tragedia aquilana di 8 anni fa.

D’Alfonso ha spiegato che “i Comuni abruzzesi colpiti dal sisma dell’agosto 2016 e seguenti sono stati 23, per un totale di 103 mila abitanti coinvolti. Le verifiche dei danni sono state finora 7.500 e le persone attualmente assistite sono 5.300, di cui 1.400 negli alberghi”.

Ha aggiunto che solo in quattro comuni ci sono macerie pubbliche ancora da rimuovere e che entro ottobre tutte le casette (chieste da 13 comuni) saranno state consegnate.

“Rispetto al sisma dell’Aquila questa volta la zona franca fiscale ha aiutato molto. Ci sono ragioni per continuare a scommettere”, ha concluso.

CIALENTE PER ERRANI? ”NON SO NULLA”

“Non ne so niente nessuno mi ha chiamato, quindi non posso dire niente”.

Così l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulle voci che lo indicano tra i candidati alla successione di Vasco Errani nel ruolo di commissario per la ricostruzione nell’ambito del terremoto del Centro Italia.

Sisma che nel 2016 e 2017 ha colpito Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria.

“Sapevo già da un mese che Errani non avrebbe proseguito – spiega Cialente – e non tanto per presentarsi alle elezioni politiche quanto per le difficoltà legate alla ricostruzione”.

Cialente ha condotto fino allo scorso mese di giugno tutte le operazioni legate al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.