L’AQUILA – Importanti rappresentanti della sinistra italiana firmano un appello a sostegno dell’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula Da Silva, condannato per corruzione, ma dimenticano un altro clamoroso caso, molto più vicino a loro, in cui “la competizione elettorale democratica” è stata “distorta e avvelenata da azioni giudiziarie”.

È quanto si legge in un post sulla pagina Facebook che chiede “Verità e giustizia” per l’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, condannato a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita, ossia per la vecchia concussione per induzione modificata dalla legge Severino, al termine dell’inchiesta sulla cosiddetta Sanitopoli.

“Se il rischio del garantismo è quello che venga esercitato ‘a targhe alterne’, a singhiozzo, perdendo il suo vero ed alto significato”, è scritto nel post, “la realtà sembra portarci davanti ad un garantismo ‘di moda’, dove anche l’appello alla giustizia giusta, al diritto, al rispetto dei diritti umani ricalcano dinamiche da corsa allo ‘sdegno per un giorno per qualche like in più’. Peccato”.

“Pochi giorni fa è stato firmato un appello a firma di Romano Prodi, Susanna Camusso, Piero Fassino, Pier Luigi Bersani, Vasco Errani, Guglielmo Epifani e Massimo D’Alema a supporto della candidatura di Lula, il politico più popolare del Brasile, alle elezioni presidenziali”, si legge nel post, “oggetto di un processo per corruzione passiva che lo porterebbe in carcere per 12 anni”.

“Un appello che guarda con ‘grande preoccupazione per il rischio che la competizione elettorale democratica in un grande Paese come il Brasile venga distorta e avvelenata da azioni giudiziarie che potrebbero impedire impropriamente ad uno dei protagonisti di prendervi parte liberamente’. È un appello mosso da ‘persone che a vario titolo hanno conosciuto l’esperienza del Governo Lula e hanno potuto apprezzare i cambiamenti impressi in quegli anni, soprattutto sul piano sociale’. Per convinzioni ideali e politiche siamo vicini al popolo brasiliano e a tutte le forze che in quel Paese si battono per la giustizia sociale, contro la povertà, per lo sviluppo sostenibile e il progresso anche delle aree e dei ceti più deboli'”.

“Questo appello ha anche visto una grande mobilitazione in rete, soprattutto nei profili social ‘di sinistra’. Peccato, però”, si legge sempre nel post, “che c’è una vicenda nostrana che ha già distorto l’esito di elezioni democratiche, con un processo al limite della farsa (e da cui l’imputato non si è mai sottratto), che ha sentenziato già una condanna a 28 giorni scontati in isolamento carcerario sulla base di ‘prove’ che non si sono ancora viste a dieci anni dell’avvio del processo”.