AVEZZANO – “Vergogna”: è la parola ripetuta più volte dai sindaci di Pescina, Stefano Iulianella, e Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, durante le manifestazioni di protesta che si sono tenute domenica per la riapertura dei presidi ospedalieri.
Un attacco contro il manager Asl Roberto Testa.
“Noi non siamo cittadini di serie B” hanno detto in coro i sindaci.
“Quattro giorni fa il manager – hanno dichiarato i due – ci aveva detto che poiché era una persona seria era impossibile definire una data certa per la riapertura dei Punti di primo intervento e invece a poche ore dall’inizio di queste manifestazioni è arrivata la data di riapertura, il 30 giugno. Si deve vergognare per come ci ha trattato, abbiamo appreso la comunicazione della riapertura a mezzo stampa, ad oggi non abbiamo ricevuta nessuna nota ufficiale protocollata”.
Dichiarazioni forti che fanno riflettere su quanto siano tesi ormai gli animi tra sanità regionale e istituzioni locali. La manifestazione di protesta è stata molto partecipata: il grido di allarme lanciato dai due primi cittadini è stato supportato da numerosi sindaci dei Comuni limitrofi. Sul tema sono state raccolte 11.800 firme in pochi giorni, consegnate nelle mani del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Mario Quaglieri, presidente della commissione Sanità.
“Questi presidi ospedalieri- ha detto un sindaco- sono fondamentali non soltanto per i Comuni interessati, ma anche per noi che confiniamo”.
La mattinata è iniziata con la manifestazione davanti al municipio di Tagliacozzo, addobbato a suon di striscioni sul balcone principale accanto alle due bandiere istituzionali, il Tricolore e la bandiera Europea.
Alcuni cartelli erano sorretti anche da bambini e anziani.
La manifestazione si è aperta con una lettera scritta dalla deputata del Pd Stefania Pezzopane, letta dal primo cittadino Giovagnorio.
La Pezzopane ha annunciato una interrogazione parlamentare nei prossimi giorni. La manifestazione è proseguita poi con il discorso del sindaco Vincenzo Giovagnorio che ha ripercorso tutti i suoi tentativi fatti finora per la riapertura dell’ospedale nei quattro mesi di lockdown.
“La mia posizione ormai – ha dichiarato-è molto vicina a quella di San Tommaso, fin quando non lo vedo non ci credo, ho perso fiducia nei confronti dei vertici Asl e delle istituzioni regionali”.
Successivamente ha preso la parola il sindaco di Pescina Stefano Iulianella: “Non ci stanno facendo nessun regalo – ha dichiarato – ci devono ridare ciò che ci spetta e che avevamo. La Asl non è stata capace neppure di proteggere il proprio personale,- ha proseguito- ho dovuto dare io personalmente le mascherine al personale ospedaliero di Pescina, si vergognino”.
Poi è stata la volta dei consiglieri regionali. Giorgio Fedele per il Movimento 5 Stelle: “Il vero problema nascerà dopo la riapertura di questi ospedali – ha dichiarato – quando la Asl si accorgerà di non avere abbastanza personale sanitario per mantenerli aperti. Vorrei sapere tanto dove è il piano sanitario regionale…”.
L’ex assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha spiegato: “I soldi in Regione per le nuove strutture ci sono, -ha dichiarato- il presidente Marsilio lo ha confermato giorni fa, ora si metta lavorare per l’Abruzzo e non per Roma, dobbiamo ragionare come una rete sanitaria non più per presidi ospedalieri locali”.
Ha concluso la mattinata il presidente del Comitato cittadino per la riapertura dell’ospedale di Tagliacozzo, il prof Poggiogalli che ha dichiarato: “Se i soldi per l’ospedale di Tagliacozzo non ci sono, i politici regionali allora inizino a tagliarsi lo stipendio”.
Nel pomeriggio invece, fuori dall’ospedale Serafini di Pescina una folla ha acclamato il sindaco Stefano Iulianella e tutti i sindaci presenti. Nei discorsi tenuti in tutte e due le manifestazioni c’erano parole di rabbia, amarezza e sconforto. Ha primeggiato il senso di appartenenza ad un territorio, la voglia di giustizia, la voglia di vivere serenamente, nel segno del rispetto del diritto alla salute sancito costituzionalmente.



