L’AQUILA – “Sono sorpreso dalla reazione del sub-commissario alla sanità abruzzese Giuseppe Zuccatelli, lo avevo contattato per telefono chiedendogli se la mia assenza avrebbe potuto creare problemi e lui mi ha risposto di no”.
Non ci sta a finire sulla lavagna sotto la voce “cattivi” il manager della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, bacchettato da Zuccatelli insieme al collega di Pescara, Claudio D’Amario, nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto sul processo di riqualificazione della sanità abruzzese, dove comunque l’azienda è stata rappresentata da alcuni dirigenti.
Nel corso dell’incontro il governatore, Gianni Chiodi, ha chiesto la fine del commissariamento del settore perché “i conti sono in equilibrio”.
Ma la notizia curiosa è l’attacco a freddo sferrato dal sub-commissario ai direttori generali, colpevoli, a suo dire, di essere “troppo autonomi rispetto alle indicazioni regionali”.
“Solo due manager (Giustino Varrassi dell’Azienda teramana e Francesco Zavattaro di quella chietina, ndr) e si sono presentati alla riunione che verteva sui debiti delle Asl nei confronti dei fornitori, un argomento non da poco. Lo rilevo ancora una volta – ha aggiunto – l’ho anche scritto, è un problema di correttezza verso le istituzioni, indispensabile al di là delle appartenenze politiche. Questo è un ostacolo alla possibilità di fare sistema con le direzioni generali”.
In realtà, spiega Silveri, “la Asl il problema del pagamento dei debiti lo sta affrontando: a oggi la media dei saldi è a 78 giorni, naturalmente grazie ai fondi trasferiti dalla Regione”.
Soldi che Chiodi ha annunciato di aver assegnato alle Asl, ancor prima del decreto del governo sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione: 300 milioni di euro per liquidare i fornitori, cui se ne aggiungeranno altri 174 “in questo modo otteniamo il risultato di ridurre i tempi di pagamento e di raggiungere i 60 giorni previsti dalle norme europee”, ha detto.
“Dopo anni di grandi sacrifici, l’Abruzzo si avvia a essere una regione ricca”, ha spiegato ancora Chiodi.
Al governatore non ha replicato nessun esponente del centrosinistra, schieramento da cui solitamente si levano bordate ogni volta che si tocca la questione sanità, mentre Chiodi non ha risparmiato loro frecciatine al veleno.
“È difficile prendere lezioni da chi, quando ha avuto l’occasione di governare, non ha dimostrato di essere all’altezza”, ha affermato rispondendo alle domande dei giornalisti sulle accuse delle opposizioni di mancanza di concertazione sul processo di risanamento del settore in Abruzzo.
“La concertazione non avrebbe avuto senso, abbiamo trovato la Regione più indebitata e tassata d’Italia e con un commissariamento per il deficit in atto. Siamo stati in trincea e c’era la necessità di agire presto, avendo come spada di Damocle lo spettro dell’aumento delle tasse”, ha rincarato Chiodi.
“Se non si decideva sarebbero scattate automaticamente con gravi ripercussioni dei cittadini abruzzesi – ha concluso – Non c’era spazio e non c’era tempo, e sottolineo che se lo avessero fatto per tempo loro non ci sarebbe stato bisogno del commissariamento”. (red)



