L’AQUILA – “Il sempre più crescente sentimento di diffusa insicurezza, dovuto al dilagare di fenomeni di microcriminalità e illegalità, necessita di risposte immediate che tutelino i cittadini e i loro beni”.
Lo afferma il candidato sindaco alle amministrative dell’Aquila Angelo Mancini, sostenuto da Idv e L’Aquila oggi.
“Ritengo necessaria un’efficace attività preventiva, nonché un’adeguata azione di contrasto ai fenomeni degenerativi che provocano nella comunità un rilevante allarme sociale, da attuare in sinergia con le altre istituzioni deputate a garantire la sicurezza del territorio – aggiunge Mancini – È necessario quindi, e non più rinviabile, risolvere subito la vicenda dei poliziotti aggregati, dopo il 6 aprile 2009, alla questura dell’Aquila”.
“Inizialmente settanta, oggi qualche unità in meno, tutti aquilani in comando presso altre province da diversi anni, con coniugi, figli e genitori residenti all’Aquila. Sono soprattutto giovani che il 6 aprile hanno avuto vittime fra i familiari e parenti, con le case inagibili e familiari che hanno perso il lavoro. Ma, la di là delle vicende umane che hanno segnato la loro vita – spiega l’esponente dipietrista – sono indispensabili per garantire un minimo di sicurezza nel territorio del Comune dell’Aquila”.
“La loro presenza all’Aquila è a costo zero, non gli vengono pagati neppure gli straordinari, ma è determinante che un’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri codifichi la loro aggregazione alla Questura aquilana almeno fino alla fine dell’emergenza – propone Mancini – Nel frattempo, in maniera graduale, si creino le condizioni per una loro assegnazione definitiva, come è successo per le altre forze di polizia”.
“Va potenziato inoltre l’organico della Polizia municipale – prosegue – con l’assunzione del personale già inserito nella graduatoria a esaurimento, onde garantire, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, presidi territoriali nei nuovi insediamenti abitativi”.
“È necessario installare sistemi di televigilanza nelle zone a più alto rischio, recuperare rapidamente gli spazi danneggiati e potenziare l’illuminazione pubblica – conclude Mancini – in particolare lungo le strade che conducono ai quartieri del progetto C.a.s.e. e Map”.




