L’AQUILA – “All’Aquila si sta consumando da tempo una contraddizione che non possiamo più fingere di non vedere”.

Così, in una nota, la consigliera comunale Pd Stefania Pezzopane, che spiega: “Da una parte c’è una narrazione del centrodestra a guida Pierluigi Biondi (di FdI, ndr) rassicurante, quasi anestetizzante, secondo cui va tutto bene e il tema della sicurezza sarebbe soltanto una percezione. Come se il disagio diffuso che attraversa i quartieri, le periferie, le frazioni, come se le paure espresse da cittadini e commercianti fossero frutto di suggestioni collettive. Come se gli aquilani immaginassero furti, atti vandalici, incendi negli alloggi pubblici inutilizzati o occupati abusivamente, episodi che invece si stanno verificando e che stanno producendo un clima di crescente vulnerabilità sociale  Dall’altra parte, però, c’è chi – anche nella stessa area di governo della città – riconosce che le segnalazioni di microcriminalità stanno aumentando e che cresce il senso di insicurezza nella nostra comunità”.

E quindi si riferisce alla “consigliera regionale Carla Mannetti (della Lega, ndr), che oltre a ricoprire il ruolo attuale, è stata anche assessore della Giunta Biondi nel precedente mandato, quindi certamente al di sopra di ogni sospetto rispetto a letture di parte, ha parlato apertamente di furti, di allarme tra cittadini e commercianti, arrivando a raccontare perfino un tentativo di intrusione nella propria abitazione in pieno centro e affermando che la sicurezza è prevenzione, ascolto, presenza e collaborazione tra istituzioni e cittadini”. (Qui il link)

“E allora la domanda è semplice: la sicurezza è una percezione oppure è un problema reale? – chiede Pezzopane . Perché se è reale – come io credo – allora non può essere affrontato con la propaganda o con interventi frammentari e disorganici, che negli anni si sono dimostrati insufficienti rispetto alla gravità e alla reiterazione dei fenomeni che si registrano sul territorio  La sicurezza non è uno slogan e non è neanche soltanto ordine pubblico. È governo del territorio. È presidio, ma anche prevenzione. È presenza delle forze dell’ordine, ma anche illuminazione delle strade, cura degli spazi pubblici, manutenzione urbana. È videosorveglianza, ma anche interventi sociali ed educativi rivolti ai giovani, sostegno alle famiglie, inclusione, partecipazione civica”.

“In altre parole: la sicurezza o è un approccio organico oppure non è – osserva –  Non si può continuare a inseguire l’emergenza senza una visione strategica complessiva capace di tenere insieme controllo del territorio e promozione sociale, coordinamento istituzionale e coinvolgimento della cittadinanza. Perché il degrado urbano, l’abbandono di immobili, l’isolamento sociale, la marginalità economica non sono questioni separate dalla sicurezza: ne sono spesso la premessa. Ecco perché è necessario assumersi una responsabilità chiara davanti alla città”.

“Non possiamo limitarci a registrare i problemi o a discutere se esistano davvero. Non possiamo accettare che la distanza tra sicurezza reale e sicurezza percepita continui ad allargarsi fino a diventare sfiducia nelle istituzioni. Perché quando i cittadini smettono di sentirsi protetti nei propri quartieri, nelle proprie case, negli spazi pubblici, non è solo la sicurezza ad essere in discussione: è il patto stesso tra comunità e istituzioni. La sfida che abbiamo davanti è costruire una città in cui la sicurezza sia effettiva e non soltanto raccontata”.

“Una città in cui la presenza dello Stato e del Comune sia visibile e coordinata. Una città in cui la prevenzione sociale accompagni il controllo del territorio. Una città in cui la legalità sia anche cultura del bene comune e responsabilità condivisa. Perché la sicurezza non si proclama. Si costruisce, ogni giorno, insieme”, conclude Pezzopane.