ATESSA – Solito balletto di cifre sull’adesione agli scioperi tra industriali e sindacati.
Se la Fiom ha parlato di un 70 per cento di astensione dal lavoro oggi alla Sevel di Atessa, secondo Confindustria “l’adesione allo sciopero della Sevel è al di sotto del 20 per cento”.
FIOM: ”SCIOPERO AL 70 PER CENTO”
ATESSA – È del 70 per cento, secondo fonti sindacali, l’adesione allo sciopero di 8 ore allo stabilimento Sevel (gruppo Fiat) di Atessa (Chieti), proclamato dalla Fiom contro la decisione aziendale di ricorrere a quattro sabati straordinari di produzione.
Il dato è relativo al primo turno di lavoro. “Allo sciopero – hanno evidenziato i sindacalisti – hanno aderito molti lavoratori di altre sigle sindacali, considerato che la Fiom ha il 30 per cento di iscritti”.
Non ci sono stati picchettaggi o momenti di tensione. Ieri la Confindustria di Chieti aveva inviato alla Fiom una lettere nella quale, “anche in nome e per conto della Sevel”, chiedeva la revoca dello sciopero annunciando che, in caso contrario, la Sevel avrebbe chiesto al sindacato i danni parlando di “motivazioni poste alla base dello sciopero con tutta evidenza pretestuose e comunque tali da dimostrare che non si è in presenza di un corretto esercizio dei diritti sindacali”.
La Fiom aveva replicato ricordando che “il diritto di sciopero è costituzionalmente riconosciuto, e le motivazioni addotte dalla Fiom a suo fondamento traggono origine da problematiche contrattuali, retributive ed occupazionali”.
CONFINDUSTRIA: ”MA QUALE 70, ADESIONE AL 20 PER CENTO”
ATESSA – Solo il 20 per cento dei lavoratori della Sevel di Atessa (Chieti) ha scioperato oggi.
Ad affermarlo è il presidente della Confindustria di Chieti, Paolo Primavera, il quale ha aggiunto che “non accetteremo mai da parte di alcuni sindacati nessuna strumentalizzazione di carattere nazionale”.
“In questo momento – ha aggiunto Primavera – stiamo vivendo una crisi economica che è sotto gli occhi di tutti e il fatto che la Sevel abbia chiesto di produrre per quattro sabati straordinari è per andare incontro alla ripresa che è in atto. La Sevel non chiedeva giornate straordinarie dal 2008”.
“Ci sbalordisce – ha concluso – anche il silenzio della politica per queste iniziative sindacali, considerato che ci chiedono sempre progetti di sviluppo industriale e occupazionale. Questo tipo di sciopero proclamato dalla Fiom appare come un sistema anteguerra”.
DI ROCCO (FIOM): LO SCIOPERO E’ RIUSCITO ECCOME
ATESSA – “Lo sciopero alla Sevel di Atessa è riuscito”. Controreplica di Marco Di Rocco, segretario provinciale di Chieti della Fiom, al dato fornito da Paolo Primavera, presidente di Confindustria di Chieti, secondo cui l’adesione dei lavoratori è stato uno scarso 20 per cento.
“I lavoratori della Sevel – aggiunge Di Rocco – hanno compreso molto bene le ragioni dello sciopero indetto dalla Fiom. Già da lunedì in ogni caso siamo disponibili a riaprire il confronto con l’azienda al fine di evitare altri scioperi sui restanti tre sabati di lavoro straordinario, ma anche per trovare un’intesa sui problemi che da tempo denunciamo; che vanno dal reintegro di una parte dei 1.500 precari licenziati fino al pagamento del premio di risultato ai dipendenti”.
Secondo i dati forniti dalla stessa Fiom, la produzione odierna della Sevel si dovrebbe attestare su circa 160 furgoni Ducato rispetto delle 350 unità che giornalmente vengono assemblati.
ACERBO (PRC) E SAIA (PDCI): ”SCIOPERO CONTRO INTIMIDAZIONI”
ATESSA – “La riuscita dello sciopero indetto dalla Fiom alla Sevel di Atessa (Chieti) è la migliore risposta alle intimidazioni della Fiat”.
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pdci)
“Le minacce da parte del direttore della Confindustria di Chieti – attaccano – costituiscono un ennesimo episodio dell’escalation antisindacale in atto. È di una gravità inaudita che si minacci un inedito risarcimento dei danni nel giorno che precede uno sciopero”.
“Come era facilmente prevedibile – aggiungono – il ricatto di Pomigliano è stato l’anticipazione di un offensiva generalizzata contro i diritti dei lavoratori. Non viviamo più in una democrazia se si mette in discussione il diritto di sciopero”.
“Per questo – concludono i due consiglieri – non bisogna lasciare soli i lavoratori della Sevel e la Fiom. Auspichiamo la massima mobilitazione in vista della manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per il prossimo 16 ottobre a Roma”.
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