L’AQUILA – L’appalto per la gestione del servizio scuolabus dell’Aquila verrà affidato al Consorzio trasportatori e autonoleggiatori (Cta), arrivato secondo nella gara del maggio dello scorso anno, bandita dalla vecchia amministrazione, guidata all’epoca dalla coalizione di centrosinistra con il sindaco Massimo Cialente.

La decisione del Comune dell’Aquila arriva a seguito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dello scorso 4 aprile, che rigetta il ricorso per l’annullamento deciso dal Comune, presentato dalla ditta Turismo Fratarcangeli Cocco di Vincenzina Cocco di Frosinone.

Lo conferma ad AbruzzoWeb Fabrizio Giannangeli, responsabile del settore Risorse finanziarie e Politiche sociali del Comune. 

“Rispettando quanto deciso dal Tar, si procederà con l’aggiudicazione nei confronti del secondo classificato – spiega – Stiamo andando avanti con l’iter e abbiamo già fatto delle verifiche sull’effettivo possesso e sussistenza dei requisiti delle società che avevano risposto al bando dell’anno scorso, per controllare che nel frattempo non siano cambiati”. 

L’annullamento da parte dell’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, è stata motivata dal fatto che la Fratarcangeli avrebbe omesso alcune esclusioni in altre gare, fatti che non avrebbero  permesso la partecipazione al bando in questione. 

“Al termine dei riscontri procederemo con l’aggiudicazione alla seconda società in gara, che in ogni caso avverrà a strettissimo giro, parliamo di pochi giorni”, aggiunge Giannangeli. 

La ditta Fratarcangeli, però, potrebbe rivolgersi al Consiglio di Stato, ma questa ipotesi è ancora da verificare poiché sia la titolare della ditta, Vincenzina Cocco, sia l’avvocato del foro di Frosinone che ha assistito la donna nel ricorso al Tar, Aldo Ceci, si sono negati al telefono, facendo rispondere le rispettive segretarie.

Dal Comune dell’Aquila, intanto si valuta anche l’eventuale ricorso. “Proprio in attesa di capire se la Fratarcangeli non si fermerà alla decisione del Tar, aspetteremo la decorrenza dello ‘stand still’, che prevede un periodo di sospensione di 35 giorni dopo l’aggiudicazione definitiva, affinché la nuova stazione appaltate possa valutare eventuali conseguenze”, conclude Giannangeli.

Solo qualche settimana fa, la stessa ditta è finita al centro delle cronache e delle polemiche per la foto di un bambino che si sporge pericolosamente fuori dal finestrino di uno scuolabus, inviata alla redazione di AbruzzoWeb, da un genitore molto preoccupato. Un’immagine che ha causato indignazione sul web e tra i cittadini. 

Anche il Cta nelle scorse settimane è finito al centro delle polemiche per il licenziamento di quattro dipendenti diretti, che risponderebbe a logiche discriminatorie, come ha denunciato in una nota il segretario provinciale della Filt-Cgil, Domenico Fontana. Ipotesi smentita dallo stesso Cta che rispondendo alle accuse ha spiegato che i licenziamenti nascono da difficoltà economiche del Consorzio.

GESTIONE SERVIZIO SCUOLABUS DAL 2012 AL 2017

La gestione del delicato servizio scuolabus negli anni è stata lunga e ricca di criticità. 

La Fratarcangeli gestisce l’appalto per il servizio scuolabus dal 2012, dopo aver vinto il ricorso al Tar contro il Comune dell’Aquila e il Cta, che aveva inizialmente vinto la gara. La ditta poi ha ricevuto una serie di proroghe che hanno permesso la prosecuzione della gestione fino al maggio 2017, quando il Comune ha indetto una nuova gara. 

A vincere è stata nuovamente la Fratarcangeli, che grazie a un ribasso è riuscita ad avere la meglio il Cta, arrivato secondo. 

Dopo qualche giorno, però, il Consorzio, venuto a conoscenza di esclusioni avvenute in altri Comuni abruzzesi della ditta di Cocco, ha deciso di denunciare il fatto al Comune dell’Aquila con una serie di diffide che ha deciso per questi motivi di revocare la gestione. 

A quel punto, la Fratarcangeli si è rivolto al Tar, ritenendo giusta l’aggiudicazione; il Cta, a sua volta, ha deciso di ricorrere al Tar, assistito dall’avvocato Antonio Francesco Caputo del foro di Roma, ritenendo illegittima la partecipazione al bando “a monte” da parte della ditta concorrente, alla luce delle esclusioni, che non avrebbero permesso la partecipazione. 

I due ricorsi sono stati unificati e l’esito si è avuto con la sentenza del 4 aprile scorso, salvo un ricorso al Consiglio di Stato.