L’AQUILA – “Situazione drammatica” per il servizio 118 della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che è “sull’orlo del collasso: su 20 postazioni complessive nell’intera provincia, ben 12 versano oggi in condizioni di grave criticità, private di medici, di infermieri o fortemente ridimensionate negli orari di operatività”.
A denunciarlo è il Tribunale per i diritti del malato dell’Aquila, che ha sollevato la questione nel corso della seduta della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, parlando di “quadro allarmante e intollerabile”.
Facendo il punto delle situazioni senza presidio, di quelle del medico, di quelle operative h12 e non h24 e di quelle con i soli volontari, i rappresentanti del servizio promosso da Cittadinanzattiva sottolineano che “a completare questo scenario di emergenza nell’emergenza, si aggiunge la criticità dei soccorsi aerei: l’elisoccorso è attivo esclusivamente nelle ore diurne, lasciando l’intero territorio provinciale privo di copertura aerea durante la notte. In un territorio orograficamente complesso come quello della provincia dell’Aquila – osservano – tali carenze mettono a diretto ed estremo rischio la vita dei cittadini”.
Il Tribunale per i diritti del malato sottolinea che “le problematiche attuali trovano origine anche in scelte amministrative discutibili: il recente bando di gara indetto dalla Asl per la copertura delle postazioni si è rivelato del tutto incongruo rispetto ai reali bisogni del territorio”.
A ciò si aggiunge il regolamento approvato dalla stessa Asl il 28 maggio scorso, che “vieta di fatto agli operatori sanitari dipendenti di prestare attività presso le organizzazioni in convenzione. Un corto circuito burocratico che blocca le poche risorse disponibili”.
Per quanto riguarda la risposta arrivata in commissione dalla Asl, che “si è limitata a giustificare la situazione adducendo la carenza nazionale di medici”, il Tribunale ritiene “inaccettabile la rassegnazione di fronte a un servizio essenziale e salvavita come il 118” e ribadisce “la necessità e l’obbligo che sia la Asl a mettere a disposizione il personale sanitario per le postazioni 118, così come chiaramente normato dalla stessa Regione Abruzzo”.
Cittadinanzattiva chiede quindi “un intervento urgente ed indifferibile della Regione e della direzione sanitaria”.






