L’AQUILA – “Ancora una volta il centrodestra dimostra tutta la propria incoerenza. In Consiglio comunale abbiamo presentato emendamenti per rafforzare il Sed, la società interamente partecipata dal Comune, proponendo di investire sulle competenze interne, sull’innovazione tecnologica, sull’intelligenza artificiale, sulla cybersicurezza e sulla valorizzazione del personale attraverso un progressivo adeguamento dei contratti di lavoro. La maggioranza ha respinto tutte le nostre proposte, smentendo nei fatti la narrazione con cui da anni difende l’affidamento in house del Sed. Se il Sed è davvero una società strategica, perché le attività più innovative e gli investimenti più importanti continuano a essere affidati all’esterno?”.

Così, in una nota, i consiglieri di opposizione al Comune dell’Aquila Lorenzo Rotellini, capogruppo AVS, e Paolo Romano, capogruppo L’Aquila Nuova.

“L’Amministrazione Biondi – spiegano – ha destinato circa 1,2 milioni di euro del PNRR alla cybersicurezza, affidando progettazione e realizzazione a un consorzio di imprese private. A questi si aggiungono ulteriori affidamenti esterni per circa 168 mila euro relativi alla rete ICT comunale, nonostante il Sed disponga di professionalità in grado di svolgere tali attività”.

“Noi abbiamo una visione diversa: il Sed deve diventare il motore della trasformazione digitale del Comune, sviluppando software, rafforzando la cybersicurezza, introducendo strumenti di intelligenza artificiale e creando nuovi servizi digitali per cittadini e imprese, valorizzando il personale già presente. Il centrodestra, invece, continua a relegare il Sed alla gestione ordinaria, riservando ai privati le attività che generano maggiore innovazione e maggiori investimenti”.

“Le nostre proposte – aggiungono – avrebbero rafforzato la società e ridotto progressivamente la dipendenza del Comune dai fornitori esterni. La maggioranza ha scelto di bocciarle. Ora, però, il centrodestra non può più continuare a vivere di ambiguità: deve dire con chiarezza quale destino intende riservare al Sed. Se crede davvero nella società partecipata, deve metterla nelle condizioni di crescere e competere; se invece ritiene che il suo ruolo sia limitato alla sola gestione ordinaria, abbia il coraggio di dirlo apertamente ai cittadini”.

“Noi continueremo a sostenere un modello di società partecipata capace di produrre innovazione, sviluppo e valore pubblico, anziché lasciare sistematicamente ai privati le opportunità più importanti”, concludono.