L’AQUILA – È scontro tra la Provincia dell’Aquila e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sul provvedimento che rimodula i fondi per la messa in sicurezza delle scuole danneggiate dal terremoto.

L’ente presieduto da Antonio Del Corvo ha depositato al Tribunale amministrativo del Lazio un ricorso contro il decreto commissariale numero 89, pubblicato il 14 febbraio scorso, arrivando anche a ipotizzare un’istanza di risarcimento danni: un’inedita guerra interna al Popolo della libertà, partito di cui entrambi fanno parte. 

Al centro delle contestazioni il taglio al contributo concesso per vari istituti superiori di Avezzano e Sulmona, passato da 25 milioni di euro a poco più di 18. In particolare, per i lavori al liceo scientifico “Pollione” di Avezzano, dagli originari 14.170.500 milioni si è scesi a circa 8,4 poiché non è stata riconosciuta la voce relativa all’ampliamento dell’immobile.

Il tutto nel più ampio piano di sistemazione degli edifici scolastici da 226 milioni denominato “Scuole sicure” che fu al centro di aspre polemiche dopo una puntata di Report dedicata al terremoto.

Nella trasmissione di Rai 3 condotta da Milena Gabanelli si sollevò il problema di fondi destinati a scuole che non erano state colpite dal sisma e, in alcuni casi, per fabbricati che non ospitavano più studenti ma erano stati riconvertiti ad altri usi.

“In realtà – si difese la struttura commissariale – le modifiche al precedente decreto, il numero 61, erano state avviate ben prima del clamore mediatico suscitato da Report, sulla base di una nota di verifica inviata dal commissario ai Comuni a fine giugno 2011″.

In seguito al primo decreto, la Provincia era stata individuata come soggetto attuatore per alcune opere, le scuole superiori di Avezzano e Sulmone, e l’ente si era attivato per predisporre velocemente i progetti preliminari, anche perché era stata messa nero su bianco “la necessità di procedere con urgenza alla realizzazione degli interventi, al fine di terminare i lavori in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico 2011/2012”.

Nel giugno 2011, quindi, la Provincia ha pubblicato i bandi di gara per nove dei 12 edifici scolastici di propria competenza e affidato i lavori, tra cui, appunto, quello del liceo “Pollione”, aggiudicato all’Impresa Raffaello Pellegrini srl di Cagliari.

Dopodiché è arrivata la stangata del nuovo decreto che ha rimesso tutto in discussione.

In un primo momento sembrava che il commissario volesse reintegrare le somme stralciate e nel settembre 2011 tale volontà era stata sancita con un provvedimento che, però, in seguito, è stato ritirato.

A quel punto Del Corvo ha fatto scrivere dai legali della Provincia un’istanza di diffida che non ha avuto esito, da qui la decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa per la sospensione del decreto e il successivo reintegro dei fondi.

Secondo il ricorso, il decreto 89 vìola il principio del buon andamento degli enti pubblici sancito dall’articolo 97 della Costituzione, nonché le norme generali vigenti in materia di gare pubbliche. 

Inoltre, gli avvocati sottolineano “l’eccesso di potere per illogicità, l’omessa istruttoria, l’errata valutazione dei presupposti e il difetto di motivazione” e minacciano il commissario di chiedere un risarcimento danni qualora la ditta aggiudicataria dell’appalto del “Pollione” dovesse avanzare pretese nei confronti della Provincia a causa del mancato integrale affidamento dei lavori appaltati sulla scorta del progetto definitivo-esecutivo risultato vincitore. (pi.bi.)