L’AQUILA – Il caso “Scuole sicure” si è originato a partire da una puntata di oltre un anno fa, 30 ottobre 2011, della trasmissione televisiva Report.
Il servizio di Sigfrido Ranucci evidenziò le falle dell’operazione, un maxi investimento da 221 milioni per 213 istituti, denunciando come i quattrini destinati alla riparazione delle scuole danneggiate dal sisma fossero stati in realtà distribuiti a pioggia tra un gruppo più grande di scuole non coinvolte nel terremoto.
Ci fu grande clamore mediatico e la lista delle strutture oggetto di lavori venne immediatamente falciata anche se, fu la tesi difensiva, i controlli e l’accorciamento erano già cominciati prima della figuraccia televisiva.
Al vetrioli i duelli politici sull’argomento, in particolare tra l’assessore comunale aquilano all’Edilizia scolastica Stefania Pezzopane, e l’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Il parlamentare del capoluogo del Partito democratico, Giovanni Lolli, presentò un’interrogazione parlamentare.
Quanto alla Provincia dell’Aquila, l’ente ha beneficiato di 24 dei 221 milioni complessivi, che si sono aggiunti ai 30 già nelle casse dell’ente per un totale di 54 milioni destinati a 12 scuole.
Ma i lavori sono stati rapidamente contestati, in particolare con una serie di ricorsi ai giudici amministrativi del Tar per vizi di natura tecnica e un affidamento dei lavori ritenuto “troppo rapido” da parte di alcune ditte escluse, tesi che oggi collima con le accuse della procura. La Provincia è stata condannata.
Ancora, la Corte dei conti ha bocciato l’ampliamento da 5,7 milioni di euro del liceo scientifico “Pollione” di Avezzano contenuto nel primo decreto “Scuole sicure” di Chiodi, e poi stralciato.
Un provvedimento che ha portato alla decurtazione dei fondi per i lavori, contro il quale il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, è andato a sua volta al Tar, ricorrendo contro il suo compagno di partito ed ex collega tra i banchi del Consiglio regionale.
Ultimo passaggio, l’apertura dell’inchiesta penale a seguito di esposti presentati in procura, che ha portato all’imprevista conclusione di oggi. (alb.or.)




