L’AQUILA – Una prima certezza c’è: a scuola si tornerà il 24 settembre dopo le operazioni elettorali del 20 e 21 settembre e non il 14.
La decisione della giunta regionale non cancella, però, le mille altre incertezze della ripartenza. Per quanto riguarda le scuole dell’Aquila la situazione, almeno sotto il profilo della logistica – spazi e capienza delle aule – è meno drammatica rispetto ad altre zone.
Lo ha detto l’assessore alle Politiche scolastiche Francesco Bignotti ascoltato, insieme ai dirigenti comunali Mauro Bellucci e Fabrizio Giannangeli, dalla terza commissione consiliare presieduta da Chiara Mancinelli (Forza Italia).
Bignotti ha detto che sono in corso lavori in 41 plessi, per un importo complessivo di 750 mila euro.
Lavori di edilizia leggera: abbattimento tramezzature, nuove porte e ingressi, divisori, riconversione di alcuni ambienti, adeguamento degli impianti.
L’assessore, insieme al dirigente Bellucci, ha assicurato che si riuscirà a terminare entro il 14 settembre.
Questo l’elenco delle somme stanziate per le opere in corso: primaria di Pile 9.600 euro; infanzia Pile-I maggio 30.000; Musp infanzia/primaria Sassa 9.000; primaria Sassa 5.000; Bagno 4.000; Musp Pianola 5.000; Musp primaria Mariele Ventre 56.000; Musp San Sisto-Santa Barbara 3.000; Infanzia Coppito 11.000; Infanzia San Sisto 5.000; Infanzia C. Collodi 12.000; Musp primaria Celestino V 4.000; Musp De Amicis 28.000; “Di Genova” 66 mila; primaria San Franceco 6.000; Infanzia Bazzano 6.000; Musp Gignano 8.000 (lavori devono ancora partire); Musp Paganica 14.000; Istituto Dante Alighieri 172.000; Musp Dante Alighieri 22.000; Musp Carducci 34.000; Mazzini-Patini 135.000. All’ex scuola di Sassa andranno 40.000 euro per rendere stabile, in loco, la direzione didattica.
Trasporti e refezione restano le incognite principali.
Per quanto riguarda i pasti, ben cinquemila al giorno, bisognerà ad esempio capire come si modificherà il servizio dovendo, almeno in fase iniziale, preferire la mono-razione allo sporzionamento.
E ancora: cosa faranno gli alunni nei tempi di “passaggio” durante i pasti (lavaggio mani, sanificazione ambienti, pasto e rientro)?
Laddove non sarà possibile utilizzare altri locali, infatti, si mangerà in aula: questo significa che dovranno uscire prima per lavarsi le mani, un minuto a testa; nel frattempo verrà fatta una prima sanificazione di 15-20 minuti; poi rientreranno per fare il pasto e usciranno di nuovo per una seconda sanificazione.
Il Comune sta pensando di coinvolgere gli educatori dell’Afm per supportare gli istituti in tutte quelle attività che da quest’anno diventeranno importanti, come ad esempio per la gestione delle classi, appunto, in questi momenti di passaggio.
La buona notizia è che nessuno in città farà doppi turni o ingressi scaglionati.
Quasi in tutte le situazioni sono stati preservati refettorio e palestre.
Fanno eccezione la De Amicis, nella quale al posto dei locali mensa sono state realizzate due aule e, forse, la scuola del Torrione, dove c’è bisogno di reperire un’aula.
L’altra questione aperta è quella dei trasporti: sotto i 15 minuti di tragitto all’interno dello scuolabus si viaggerà a pieno carico, ma se il tempo di percorrenza sarà superiore bisognerà mettere in atto tutte le misure di distanziamento.
Cosa che porterebbe a un raddoppio delle corse o all’acquisto di ulteriori mezzi. Con ulteriore esborso economico.






