L’AQUILA – Zaino in spalla e quaderni a portata di mano.
Il suono della campanella ha già iniziato a richiamare migliaia di studenti in classe in molte regioni d’Italia e anche nella nostra, sebbene la data ufficiale dell’inizio dell’anno scolastico in Abruzzo è fissata per lunedì 17.
Un inizio che si prospetta irto di difficoltà, tra le polemiche per il concorso dei docenti, la mobilitazione degli studenti per le carenze strutturali e la mancanza di investimenti, le proteste delle associazioni dei consumatori per il caro-libri.
Sul piede di guerra sono i docenti precari che devono fare i conti con i cronici ritardi nelle nomine e con il concorso, il cui bando uscirà il 24: una mobilitazione nazionale è prevista il 21 settembre.
Sono 180.012 gli studenti abruzzesi che torneranno sui banchi di scuola, pronti ad affrontare un nuovo anno.
Rispetto al 2011 il saldo regionale è in leggera flessione: circa 400 le iscrizioni in meno dell’anno scorso quando erano 180.403 gli iscritti.
Gli studenti portatori di handicap sono un centinaio in più: 5.595 rispetto ai 5.428 del 2011.
Nella provincia di Chieti torneranno in classe complessivamente 53.809 alunni, a Teramo 41.739, a Pescara 46.396 mentre all’Aquila 38.068, circa 200 iscritti in meno rispetto allo scorso anno.
Il corpo docente è costituito da 14.632 unità e 1.888 sono gli insegnanti che si occupano delle attività di sostegno.
In tempi di crisi economica, il costo per l’acquisto dei libri inizia a essere una spesa quasi insostenibile per le famiglie.
L’osservatorio Codici Abruzzo ha registrato che quest’anno una famiglia con un figlio a carico che frequenta gli studi superiori dovrà sostenere un costo di 260 euro, al quale se si aggiunge il costo di uno zaino economico di 35 euro, un diario economico di 10 euro e un dizionario di 65 euro, si ottiene un costo complessivo di 370 euro.
Mentre per una famiglia con un figlio alle scuole medie il costo per l’acquisto dei libri di testo si aggira sui 280 euro, al quale se aggiungiamo il costo dello zaino, diario e dizionario tocchiamo i 390 euro.
Un costo che per l’associazione Codici potrebbe benissimo essere eliminato sfruttando la tecnologia odierna. “Se consideriamo – scrive in una nota – che tutte le scuole hanno a disposizione una connessione Internet e che quest’ultimo è il più grande portale di informazione gratuito da dove poter attingere testi di tutte le materie, autori e versioni, potrebbe benissimo essere utilizzato per sostituire i libri di testo, così come avviene già in alcune scuole del Nord”.
Le vacanze di Natale inizieranno per tutti il 24 dicembre. Rientro i classe per tutti il 7 gennaio. A Pasqua a casa dal 28 marzo, mentre i cancelli riapriranno il 3 aprile.
Studenti a casa come sempre anche il primo novembre per la Festa di tutti i Santi, l’8 dicembre per l’Immacolata, il 6 gennaio per l’Epifania e poi Pasquetta, il 25 aprile anniversario della Liberazione, il primo maggio Festa del Lavoro e il 2 giugno festa nazionale della Repubblica.
Che l’anno scolastico non inizi sotto i migliori auspici lo si evince anche dalle difficoltà che si riscontrano nel raccogliere i dati: una vera e propria odissea è cercare di ottenere il numero di studenti e docenti che si apprestano a tornare a scuola, dato apparentemente semplice e scontato.
Telefonando al centralino dell’ufficio scolastico regionale, si viene rimbalzati subito agli ambiti territoriali di ogni provincia. Fatto, questo, che negli scorsi anni non era mai accaduto. Al contrario, sono sempre stati i diversi direttori dell’ufficio regionale a snocciolare le cifre.
Quest’anno invece la stessa segreteria del nuovo direttore, Ernesto Pellecchia, ha dirottato la ricerca verso gli ambiti territoriali.
Dopo numerose telefonate, viene detto al cronista che è l’Ufficio III della struttura regionale a possedere le informazioni ricercate.
Contattata, la dirigente di quell’ufficio, la dottoressa Rita Vitucci, riferisce invece un’altra cosa: non è il suo ufficio ad avere questi dati ma l’ufficio statistico, che viene quindi interpellato.
Finalmente un gentilissimo funzionario rende disponibili i dati in maniera tempestiva.
Per le dichiarazioni del direttore generale Pellecchia, invece, c’è da attendere: il numero di cellulare pare blindatissimo e trovarlo in ufficio, tra una riunione e l’altra, non è cosa semplice.
Buona scuola a tutti!




