L’AQUILA – Parte il 10 luglio prossimo il contenzioso al tribunale dell’Aquila, tra Comune del capoluogo che ha improvvisamente e clamorosamente revocato il 16 aprile scorso l’appalto in danno alla H Edilizia Generale S.r.l., società di proprietà di una famiglia di imprenditori di origini macedoni per la realizzazione del polo scolastico di Paganica, frazione ad est dell’Aquila, per oltre 700 alunni e studenti dalla primaria alla scuola secondaria. Al posto del Teatro tenda, storica incompiuta, ora demolita.
Intanto però il Comune dell’Aquila con una nota informa che il suo Dipartimento Ricostruzione ha proceduto all’affidamento del nuovo contratto di appalto alla ditta “Fratelli Di Nardo Srl”, dei fratelli Armando, Mauro ed Ennio Di Nardo, con sede nella stessa Paganica, classificatasi al secondo posto nella relativa procedura di gara, per complessivi 4 milioni e 375mila euro circa, corrispondente all’importo degli interventi ancora da eseguire, rispetto al totale di circa 4,6 milioni di euro iniziali.
Sull’opera pubblica grava però l’incognita del contenzioso: le parti compariranno davanti al giudice Iole De Rosa.
Inizialmente l’udienza era stata fissata per il primo luglio ma è stata spostata proprio per motivi organizzativi della macchina della giustizia.
Il progetto è finanziato dall’Unione europea Next Generation EU, a valere sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e per accelerare i tempi contingentati (fine cantiere entro giugno 2026), si legge nella determina, “si dispone l’esecuzione anticipata degli interventi prima della stipula del contratto, prevista per il casi di specie dalla normativa di riferimento”.
Direttore dei lavori sarà ora il dirigente Roberto Evangelisti, lo stesso che ha firmato la delibera di revoca per “gravi omissioni” da parte della H Edilizia Generale S.r.l., quando si era appena al 6% dell’avanzamento dei lavori, con un primo stato avanzamento lavori approvato e definito senza contestazioni. per la irregolare posa in opera dei primi pilastri.
La società estromessa ha così il 19 maggio scorso presentato un ricorso affidato agli avvocati Silvia Loiacono e Niccolò Casinelli del foro di Roma, annunciando una consistente richiesta di un maxi risarcimento, secondo quanto si è appreso ben oltre i 3 milioni di euro, e puntando il dito in particolare sui “surreali addebiti” mossi al proprio operato dal Comune e, più in generale, denunciando un clima di “malafede”, “prevenuto” sin dall’inizio del cantiere, da parte di chi era stato deputato al controllo a nome della Committenza, ovvero il Comune dell’Aquila. Puntando il dito contro il direttore dei Lavori, l’ingegnere Simone Curtacci, nominato dal Comune assieme al coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, l’architetto Michela Teti, e al responsabile del collaudo statico e tecnico amministrativo, l’ingegnere Giuseppe Diotaiuti.
Curtacci è difeso dagli avvocati Gianluca Racano e Augusto Frezza del foro dell’Aquila, Teti dall’avvocato Fausto Di Marcantonio, del Foro di Sulmona, il Comune dell’Aquila ha dato mandato a Domenico de Nardis, dirigente del Comune dell’Aquila, capo dell’avvocatura municipale, che ora dovrà nominare il difensore.
Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, interpellato sulla vicenda da AbruzzoWeb, ha affermato che “le commistioni tra politici e tecnici sono un malcostume che nel Comune dell’Aquila è stato azzerato da quando si è insediato il centrodestra. La scelta della revoca attiene ad un percorso di natura tecnica in cui la politica non deve infilarsi e, secondo quanto mi è stato riferito dal direttore dei lavori, che è un soggetto terzo incaricato dal Comune di verificare il corretto svolgimento delle opere, sono state riscontrate gravissime inadempienze da parte della ditta per quanto riguarda la realizzazione dei pilastri e quindi, vista la gravità delle inadempienze, si è deciso di procedere con la rescissione contrattuale”.
Tornando dunque al comunicato stampa del Comune: “con il medesimo provvedimento, che fa seguito alla determinazione dirigenziale con cui era stata disposta la risoluzione del contratto di appalto stipulato con il precedente aggiudicatario “per grave inadempimento – come riportato nell’atto – delle obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore”, si dispone, inoltre, l’approvazione del progetto esecutivo, redatto dal direttore dello stesso Dipartimento, architetto Roberto Evangelisti, che assume anche il ruolo di direttore dei lavori, relativo alla demolizione dei pilastri “non eseguiti a regola d’arte”, per un ulteriore importo di 228mila 136,91 euro”.
“I relativi interventi saranno a carico della nuova affidataria. Dato atto che sussistono le ragioni per l’esecuzione in via di urgenza dei lavori, trattandosi di opera pubblica essenziale e per la necessità di rispettare il cronoprogramma, si dispone, infine, l’esecuzione anticipata degli interventi prima della stipula del contratto, prevista per il casi di specie dalla normativa di riferimento”.





