L’AQUILA – Ancora un caso di furberie degli sfollati post-terremoto portate alla luce dalla procura.
Un uomo di 38 anni, nato a Catania, ma residente all’Aquila, F.S., ha cercato di far passare la sua seconda casa come abitazione di residenza, ottenendo un contributo per la ricostruzione superiore di 11 mila euro a quello che gli spettava.
Secondo gli investigatori, che hanno spedito all’indagato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, con una falsa autocertificazione l’uomo ha indotto in errore il Comune ottenendo la sistemazione integrale dell’immobile, che si trova in via San Sisto, per complessivi 55 mila euro.
Peccato che si trattasse della seconda casa della famiglia, e che quindi il contributo dovesse essere al massimo di 44 mila euro, appunto l’80 per cento.
L’uomo, infatti, prima del terremoto aveva l’abitazione familiare in un altro appartamento, intestato alla moglie, che si trova in via Strinella.
I capi d’imputazione sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (articoli 640 bis e 483 del codice penale). (alb.or.)



