SCONTRONE – Apprensione e sconcerto a Scontrone per un atto intimidatorio ai danni di Giovanni Marino, consigliere comunale del piccolo centro altosangrino in provincia dell’Aquila.

Marino ha trovato un foglio affisso sulla porta della sua abitazione, con minacce e accompagnato da due lumini accesi. Il messaggio, come riporta il Centro, recitava: “Ricordati che devi morire. Questo è l’ultimo compleanno che fai. Scontrone sarà in festa. Festeggeremo tutti perché sei il traditore di Scontrone”.

Immediata la reazione del sindaco di Scontrone, Francesco Melone, che ha condannato  il gesto, definendolo «grave, inquietante e chiaramente intimidatorio». Ha aggiunto: «In una comunità di meno di duecento persone, fatti del genere non possono essere derubricati a semplici provocazioni o cattivo gusto. Sono atti che colpiscono una persona e feriscono l’amministrazione e l’intera comunità».

Sulla vicenda, ovviamente, la Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo contro ignoti, affidato ai carabinieri  i quali stanno  acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di individuare i responsabili. S’indaga anche sui commenti postati su Facebook poiché alcuni di questi potrebbero essere utili per arrivare all’autore delle minacce.

“Esprimo la mia più ferma condanna per il grave atto intimidatorio rivolto al consigliere comunale del comune di Scontrone, Giovanni Marino. Un gesto vile e inquietante che non può trovare alcuna giustificazione e che deve essere respinto con determinazione da tutte le istituzioni”. Così il sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi che ha voluto prendere posizione sul caso.
“A Giovanni Marino va la mia piena solidarietà personale e istituzionale. Allo stesso tempo desidero esprimere vicinanza al sindaco Francesco Melone, all’Amministrazione comunale e all’intera comunità di Scontrone”.
“Gli amministratori locali – prosegue Biondi – svolgono ogni giorno il proprio ruolo con spirito di servizio e dedizione verso le proprie comunità. Minacce e intimidazioni sono atti gravissimi che colpiscono non solo chi li subisce direttamente, ma il libero esercizio della funzione pubblica e la qualità della nostra democrazia”.