L’AQUILA – “Nell’amministrare la città dell’Aquila c’è qualcuno non all’altezza, che con i suoi errori e le sue deficenze fa si che il giudizio negativo poi ricada anche sulla Lega”. “Il segretario regionale di Forza Nazario Pagano Italia fa polemiche sulla vicenda delle tasse, argomento a lui ignoto”. 
 
Si è svestito dell’aplomb istituzionale mostrato nella conferenza stampa di qualche ora prima prima, il deputato della Lega e assessore comunale dell’Aquila Luigi D’Eramo, e nelle sue durissime parole si ha la conferma di come si stiano allargando le crepe tra Lega e Forza Italia in Abruzzo, in vista delle imminenti elezioni regionali, ma anche dentro la maggioranza al comune dell’Aquila che sostiene il sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi.

D’Eramo le sue bordate le ha vibrate in occasione nell’incontro di venerdì all’auditorium del Parco, dove il parlamentare e segretario regionale leghista Giuseppe Bellachioma ha annunciato nuovi ingressi di amministratori locali nella suo partito che vola nei sondaggi, e ha ribadito, dopo giorni di feroce scontro e insulti incrociati, che la Lega rivendica la scelta del candidato presidente della Regione, che però Forza Italia considera suo diritto in quanto primo partito della coalizione in Abruzzo alle politiche del 4 marzo. 

Bellachioma è poi arrivato a non escludere un’alleanza anche in Abruzzo con il Movimento 5 Stelle, facendo della regione un laboratorio nazionale, e mettendo così una pietra tombale sopra la coalizione di centrodestra.

D’Eramo nel suo intervento tutto l’attacco ha detto chiaro e tondo che anche al Comune dell’Aquila, dove lui resta assessore anche dopo l’elezione a deputato,  c’è qualcosa da rivedere visto che l’azione di governo e frenata da “persone non all’altezza” e con “molte deficienze”.

A postare su facebook l’intervento il consigliere comunale dell’Aquila Elisabetta De Blasis, una dei tanti amministratori locali che ha lasciato Forza Italia per aderire alla Lega. 

“Dobbiamo dirlo con chiarezza – ha detto D’Eramo – al Comune dell’Aquila ci settori che zoppicano, settori che non sono al passo con le esigenze della città. Se qualcosa non va, questa cosa va detta e il problema va risolto. Inutile portare al meglio le politiche dell’urbanistica ,dell’ambiente, e su molto altro, inutile dare lezioni di politica e di stile anche comportamentale, se poi attraverso gli errori di qualcuno, la deficienze di qualcun altro, il giudizio negativo si ripercuote anche sulla Lega”.

D’Eramo di nomi non ne fa, certo è che il riferimento è ad esponenti della maggioranza, assai probabilmente di Forza Italia e forse anche di Fratelli d’Italia, visto che non sono un mistero le fibrillazioni, che hanno avuto acuti nella scelta dei vertici delle partecipate, all’interno della coalizione comunale. 

D’Eramo poi torna sulle polemiche che si sono scatenate dopo la bocciatureadegli emendamenti di minoranza, del Pd ma anche di Forza Italia in Commissione parlamentare sulla problematica della restituzione delle tasse sospese a circa 350 imprese e professionisti dopo il sisma del 2009 e richieste con cartelle esattoriali per circa 100 milioni di euro perché la commissione europea le considera aiuti di stato.

D’Eramo ha ribatdito che la bocciatura è un falso problema perché il loro contenuto è superato dall’iniziativa del governo, che intende riaprire un confronto con l’Europa, dopo aver predisposto una proroga alla restituzione, tenuto conto anche che il contenuto di quegli gli emendamenti al decreto terremoto sarebbero stati rigettati perché “era già accaduto in commissione dove soltanto grazie alla Lega l’emendamento dell’innalzamento del de minimis da 200 mila a 500 mila euro era stato trasformato in una proroga fino al 22 settembre dei termini per la riscossione da parte dell’Agenzia delle entrate di ulteriori sessanta giorni e contestualmente erano stati approvati due ordini del giorno sul de minimis e sull’apertura di un dialogo con l’Europa”.

“Hanno presentato emendamenti – ha tuonato D’Eramo all’Auditorium – sapendo che sarebbero stati bocciato, con un iniziativa becera e strumentale. E poi è partita una raffica di comunicati stampa. E chi lo ha fatto? Anche Nazario Pagano! Uno che è stato inviato a una decina di riunioni tecniche sulla questione delle tasse, e non è mai venuto. E poi ad un certo punto si sveglia nella sua bella Pescara, e presenta un emendamento mal copiato, lo illustra in aula con un italiano che lascia anche a desiderare. uno che non sa nemmeno di cosa sta parlando, che non conosce la materia nemmeno alla buona. Uno che era presidente del consiglio regionale di forza Italia, quando il suo partito governava con il governo di Mario Monti, e li ha deciso che andavano restituire il 60 per cento della tasse precedentemente abbuonate a questa città”.

Nazario Pagano, incalza D’Eramo, uno con “una persona con cui forse dovremmo condividere un percorso alle regionali. Forse e lo sottolineo tre volte”.

Gli applausi scroscianti della platea leghista da ulteriore segno che la spaccatura nel centrodestra riguarda orami anche la base, e non solo i vertici. 

D’Eramo infine mette i paletti sulle manovre preelettorali di Forza Italia.

“Vedo che colleghi di Forza Itala ragionano con le civiche cche stanno cercando di mettere su Donato Di Matteo e Andrea Gerosolimo, ex assessori della giunta di Luciano D’Alfonso che sono andati via quando hanno sentito la puzza di bruciato. Forza Italia ci chiacchiera, ma vorrei che una cosa sia chiara: dove c’è Gerosolimo e Di Matteo non ci sarà la Lega. Si candidassero con il centrosinistra, per loro non ci sarà nessun spazio. Forza Italia scelga”. (ft)