L’AQUILA – “Sarebbe ora che Letizia Marinelli venisse lasciata in pace”.

Massimo Carugno, segretario regionale del partito socialista italiano, difende la consigliera di parità protagonista, ieri, di un’accesa discussione durante la conferenza stampa del Movimento 5 stelle a Pescara.

“L’ennesimo episodio avvenuto ieri, tra l’altro con esponenti di una forza politica che si spaccia per essere difensore dei diritti – dice – è l’emblema di un metodo politico scorretto e moralmente violento. Il dibattito politico deve assolutamente essere circoscritto a temi, proposte e argomenti”.

La Marinelli era finita alla ribalta delle cronache per aver trascorso una notte in hotel con il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

“Strumentalizzare  vicende che devono assolutamente rimanere nell’alveo della sfera intima e privata per delegittimare l’avversario o l’interlocutore è il metodo usato da chi è debole negli argomenti”, dice ancora Carugno, per il quale la “Marinelli sta diventando il simbolo abruzzese della difesa della libertà individuale della persona, della autodeterminazione, del diritto a mantenere inviolata la vita privata”.

“Chi è socialista con i valori della libertà e del garantismo – conclude – non può che ribellarsi a questo spettacolo ed essere solidale a chi ne diventa vittima. Le persone vanno giudicate per il loro modo di pensare ed agire nella sfera di attivita, qualunque sia, pubblica e non nell’intimo della vita privata. E credo che tutti i socialisti abruzzesi siano convinti di quanto sia importante difendere e tutelare questi valori”.