ROMA – La Sclerosi multipla “oggi non è più una condanna alla sedia a rotelle, come quando ho iniziato la mia professione; oggi ci sono varie terapie disponibili, oltre una ventina, ed altri farmaci sono in arrivo: si va verso l’era delle cure personalizzate, ovvero ‘a misura’ del singolo paziente”.
A sottolinearlo è Luca Battistini, direttore del laboratorio di Neuroimmunologia alla Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, ad Amsterdam in occasione del 38/mo Congresso del Comitato per il trattamento e la ricerca sulla Sclerosi multipla – Ectrims 2022.
“Quello che accadrà nel prossimo futuro – spiega Battistini – è che ogni paziente potrà avere una ‘terapia su misura’ a seconda delle sue caratteristiche. Oggi abbiamo oltre 20 terapie disponibili autorizzate e lo studio dei biomarcatori ci permette di predire l’andamento della malattia. Già attualmente, dunque, all’esordio di questa patologia si può capire come progredirà proprio grazie ai biomarcatori e questo ci consente di scegliere la migliore terapia a seconda delle caratteristiche e variabili del singolo paziente”.
Va però chiarito, afferma l’esperto, “che la Sm non è mai ‘benigna’ ed anche se alla risonanza magnetica non si evidenziano nuove lesioni, la malattia è solo silente. Per questo motivo, al fine di bloccare la neuroinfiammazione, è bene utilizzare sin da subito i farmaci più potenti, che vanno però scelti sulla base di una valutazione rischio/beneficio”.
Purtroppo però, rileva l’esperto, “non tutti i centri hanno la tecnologia adatta per una stratificazione così precisa dei pazienti e si pone inoltre un problema di sostenibilità economica per l’alto costo di questi farmaci”.
Ad ogni modo, è il messaggio di Battistini, “ai pazienti va detto che oggi la Sm si può tenere sotto controllo, utilizzando i farmaci giusti e modulandoli nel tempo”.
Quanto alla classica distinzione tra la forma progressiva di Sm, per la quale pochi trattamenti sono disponibili, e la forma recidivante-remittente di Sm, che alterna periodi acuti ad altri di remissione dei sintomi, secondo l’esperto si tratta di una distinzione ormai obsoleta: “Oggi possiamo dire che le forme con cui la malattia si presenta sono sostanzialmente una forma progressiva più rapida ed una forma progressiva più lenta, ecco perchè vanno somministrati da subito i farmaci più efficaci”. Quanto alla Ricerca, l’obiettivo, conclude, “è arrivare ad individuare i biomarcatori che identificano la sottopopolazione di cellule immunitarie direttamente responsabili del danno, ovvero della neuroinfiammazione alla base della Sm, mentre oggi le terapie colpiscono tutte le cellule immunitarie indistintamente, sono cioè poco selettive. Un ambito nel quale sono molti gli studi attualmente in corso”.






