L’AQUILA – Una serie di incontri per supportare chi è affetto da sclerosi multipla e far conoscere tutto ciò che riguarda la malattia così da affrontarla in maniera più serena.
A organizzare gli eventi all’Aquila è l’Associazione italiana sclerosi multipla negli “Sm Cafè” presso la nuova struttura di Ocre in via Fontamara.
Il gruppo si è trasferito nell’attuale struttura da novembre, “è un posto ottimo per organizzare eventi e incontri perché molto ampio – spiega ad AbruzzoWeb la presidente, Marta Pappalepore – Abbiamo deciso di chiamarlo ‘Sm Cafè’ perché vogliamo che i componenti del gruppo vedano questi incontri come amichevoli e informali”.
L’associazione ha lo scopo di dare accoglienza ai malati, sia ai neodiagnosticati che a coloro che, già da tempo, sono a contatto con questa malattia, e di rispondere alle loro domande ai loro dubbi.
L’Sm Cafè si propone aiutare a 360 gradi i pazienti, grazie anche al supporto del dottor Rocco Totaro, neurologo e direttore del Centro malattie demielinizzanti dell’Ospedale “San Salvatore” dell’Aquila e della psicologa Cinzia Raparelli.
Il dott. Totaro in questo secondo incontro ha spiegato le differenze tra una terapia alternativa, la cosiddetta “bufala” e una terapia scientifica.
È importante per i malati sapere a quale terapia fare affidamento e di quale, invece, diffidare, anche perché la sclerosi è un tipo di male molto personale: il suo crescere o meno, infatti, varia da persona a persona.
Totaro sottolinea che “non è vero che le terapie alternative debbano essere del tutto sbagliate, tuttavia non sono convalidate scientificamente e, quindi, non abbiamo alcuna certezza sulla loro affidabilità”.
“Inoltre le terapie alternative non curano la sclerosi multipla, ma magari solo un sintomo, una cura non è stata ancora trovata”, rimarca, e si raccomanda con coloro che volessero trarre informazioni dalla rate: “Le uniche fonti certe vanno cercate in siti affidabili come quello dell’Aism”.
Nel corso dell’incontro, il medico ha un modo di porsi con i partecipanti così delicato e, allo stesso tempo, professionale da far sentire tutti a proprio agio e non timorosi di fare domande magari poco adeguate.
Ha uno sguardo rassicurante, ma sincero e diretto, non nega le difficoltà della ricerca, ma fa capire che il suo lavoro di studio e ricerca, che svolge da tanti anni, non si ferma e che sarà sempre presente per chi avrà bisogno di lui.
Marco D’Ascensio, il tesoriere dell’associazione, e con lui sono tutti d’accordo, sottolinea che “è assolutamente sbagliato associare questa malattia alla sedia a rotelle, come purtroppo molti media fanno e riportano immagini: questa malattia solo nell’8% dei casi può diventare così debilitante”.
“Si tratta più di un blocco psicologico, una volta che si supera questo la malattia diventa molto meno spaventosa”, spiega D’Ascensio. “Esistono malattie peggiori”, conferma il dottore.
Negli ultimi anni i progressi della ricerca sono stati enormi ed è proprio nella ricerca che gli affetti puntano i loro sguardi carichi di speranza.
Oltre al ciclo di incontri, l’associazione organizza anche altre attività, come gite, un corso di ginnastica dolce chiamata “afa”, ritrovi pomeridiani in cui si può giocare a burraco, chiacchierare o anche solo stare in compagnia.
L’associazione si finanzia esclusivamente attraverso donazioni: per esempio la struttura dove ha sede è stata donata dalla Caritas.
Partecipando a un incontro si vedono l’amore e la forza nel supportare psicologicamente tutti cje co mettono coloro che operano all’interno dell’associazione, come Marco e Marta, che mostrano con il loro sorriso la possibilità di avere una vita serena nonostante la malattia.






