PESCARA – “Alla Sevel hanno partecipato solo il 20% dei lavoratori, alla Honda meno del 5% e alla Hydra Alluminio meno dell’1%. Erano presenti alla manifestazione meno di mille persone, soprattutto rappresentanti politici, studenti e centri sociali, mentre sono stati pochi i lavoratori che hanno aderito allo sciopero della Fiom”.
Lo dice in una nota il segretario generale della Fim Cisl di Chieti, Domenico Bologna.
“Spero che la Fiom ripensi alla sua politica sindacale e che unitariamente, insieme a noi e alla Uil, lavori per rilanciare lo sviluppo della nostra Regione e per fare accordi per la crescita dei salari e dell’occupazione.”
“Lo sciopero Fiom, un flop. Alle manifestazioni tanta politica, pochi operai, niente sindacato – dichiara a sua volta Giuseppe Farina, Segretario generale nazionale della Fim Cisl – La giornata di oggi conferma che il sindacato metalmeccanico può fare a meno di un’organizzazione che proclama scioperi inutili, intimidisce e insulta nelle piazze e davanti alle fabbriche chi non la pensa come loro, fa solo politica e non riesce a far scioperare nemmeno i propri iscritti – continua Farina-, in merito allo sciopero nazionale di oggi indetto dai metalmeccanici della Cgil”.
“Non vogliamo dare i numeri come fa la Fiom (perché quelli veri la Fiom li conosce bene e sui quali dovrebbe riflettere) ma solo dare due dati: negli Stabilimenti della Fiat Auto ha scioperato poco più del 10% dei lavoratori, nel primo rinnovo delle Rsu in Fiat dopo gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, la Fim stravince le elezioni alla Fiat di Avellino. D’altronde quando un’organizzazione sindacale passa più tempo ad incontrare i leader di tutto l’antagonismo sociale e politico più che i partners e le controparti naturali con i quali si fa sindacato, fa più assemblee nelle scuole e nei centri sociali piuttosto che frequentare i tavoli di trattative e occuparsi dei lavoratori e delle aziende metalmeccaniche, è evidente che ha smesso di fare sindacato e insegue invece disegni politici che nulla hanno a che fare con i lavoratori e con il sindacato metalmeccanico, ma sono magari utili per cercare protagonismi e avventure in politica”.
“Il fallimento dello sciopero – conclude Farina – conferma che i lavoratori metalmeccanici sono più saggi della Fiom e chiedono invece serietà al sindacato e risposte concrete per il loro lavoro e per i loro salari”.





