VILLA SANT’ANGELO – Il sindaco di Villa Sant’Angelo, uno dei comuni dell’Aquilano più colpiti dal sisma del 6 aprile del 2009, non interrompe lo sciopero della fame per protestare contro la mancanza dei fondi per la ricostruzione. 

I giovani del posto gli danno manforte facendo lo stesso e scrivendo al premier Matteo Renzi. E al ‘coro’ in sostegno di Biondi prende parte anche Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo.

Sono 56 i giovani abitanti di Villa Sant’Angelo che hanno scelto di cominciare uno sciopero della fame a turno, una vera e propria staffetta, e che hanno scritto e firmato un appello al presidente del Consilgio. Nel giorno della visita del sottosegretario di Stato all’Economia, con delega all Ricostruzione, Giovanni Legnini.

Una lettera attraverso cui i firmatari chiedono al premier “un segnale, così da interrompere lo sciopero. Ma siamo pronti a riprenderlo, qualora le promesse auspicate dovessero essere disattese”.

Tutto questo si aggiunge a due giorni pieni di messaggi di solidarietà a Biondi, arrivati anche da diversi esponenti della politica sia locale che nazionale. 

Tale protesta – scrive Taffo – coraggiosa e determinata è ampiamente condivisa dalla nostra categoria poiché la  ricostruzione che non parte significa cantieri fermi, perdite di posti di lavoro e saracinesche di artigiani e commercianti abbassate, giovani che se vanno in cerca di un futuro migliore e la morte, inesorabile, di un territorio che, invece, ha ancora molto da offrire”.

“La protesta di Biondi – conclude – dovrebbe coinvolgere tutti i Comuni del cratere la cui ricostruzione è bloccata da ben 5 anni”.

LA LETTERA COMPLETA DEI GIOVANI DI VILLA SANT’ANGELO AL PREMIER MATTEO RENZI

Abbiamo scelto di combattere e di non fuggire, di sperare in un futuro per questi luoghi, di impegnarci per essi. 

Per questo abbiamo deciso di sostenere la protesta di Pierluigi Biondi, sindaco del nostro paese, Villa Sant’Angelo, e reclamare con lui certezze per il processo di ricostruzione. 

Studenti, professionisti, impiegati, operai, artigiani, imprenditori, tutti sotto i 45 anni, che da domani daranno il via a una ‘staffetta’ dello sciopero della fame. 

Ogni giorno due di noi digiuneranno fino a che non arriveranno segnali chiari dal governo che L’Aquila, Villa Sant’Angelo e il cratere intero sono priorità nazionali e che non verranno abbandonati al loro destino.

Cinque anni fa, in alcuni di noi, era forte la voglia di mollare tutto e ricominciare da qualche altra parte. Non l’abbiamo fatto perché una comunità di destino si costruisce con l’esempio e con il sacrificio: nello studio, nel lavoro ma anche con l’impegno civico, come quello che oggi manifestiamo.

Pur consapevoli dei tanti problemi e delle tante emergenze sociali, occupazionali ed economiche dell’Italia, rivolgiamo il nostro appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, un nostro coetaneo, affinché ascolti il grido di dolore che proviene da una terra bellissima e martoriata, che esige dignità e rispetto.

Ci dia un segnale, il premier, che è sensibile alle nostre rivendicazioni, e noi interromperemo lo sciopero. Pronti, però, a riprenderlo qualora le promesse auspicate dovessero essere disattese.