L’AQUILA – Si intravede uno spiraglio nella brutta vicenda che in questi giorni vede protagonista Massimo Tomeo, imprenditore vastese che da oltre una settimana non mangia e occupa con il suo camioncino il parcheggio della sede della Provincia dell’Aquila.
Alla base dell’estrema protesta, un debito nei confronti della sua azienda di circa 120 mila euro che, a detta di Tomeo, dovrebbe essere saldato dall’ente, dopo alcuni lavori di ristrutturazione post-sisma fatti dalla sua ditta all’Istituto Geometri ‘Morandi’ di Sulmona (L’Aquila).
Di diverso parere, interpellato da AbruzzoWeb, è il dirigente del settore Edilizia e Programmazione della Provincia Domenico Palumbo, principale bersaglio degli strali di Tomeo.
Il funzionario, infatti, non chiude la porta in faccia all’imprenditore, specificando di poter trovare una soluzione.
“Abbiamo già saldato il dovuto alla Ati per la quale il signor Palumbo ha lavorato in subappalto, i soldi avrebbe dovuto chiederli a loro – chiarisce – Per venirgli incontro, però, potremmo destinare a lui e ad altri imprenditori che devono essere pagati per i lavori in quella scuola, i 200 mila euro che ancora dobbiamo all’associazione d’imprese romana, che nel frattempo è stata cacciata per una serie di irregolarità”.
Oltre a Tomeo, infatti, secondo Palumbo altre 10 imprese attendono di essere saldate dall’Ati romana contro la quale, nel frattempo, la Provincia è in contenzioso perché “i subappalti venivano travisati in subaffidamenti ed è una cosa diversa. I primi vanno autorizzati, i secondi solo comunicati – specifica il dirigente – L’associazione aveva intenzione di imbrogliare, è evidente. Ora, al suo posto, è subentrata una nuova ditta”.
Una soluzione non rapida, quella prospettata da Palumbo, perché per essere adottata dovrà attendere i tempi tecnici del contenzioso in corso. Se non è altro la si può considerare “definitiva” e che va “il più possibile incontro agli imprenditori coinvolti”.
“È necessario che Tomeo, come tutti gli altri imprenditori, rendiconti tutti i lavori fatti, prima di poter essere pagato, inoltre è essenziale che il contenzioso aperto con l’Ati giunga al termine, prima di poter procedere al congelamento di quei soldi e al loro dirottamento sulle ditte appaltatrici – prosegue il dirigente – Il signore in questione, però, non ha mai presentato la certificazione dei suoi lavori, perché è convinto la Provincia debba già possedere quei documenti, che invece non abbiamo, perché i lavori non risultano come subappalti formalizzati”.
In riferimento alle dichiarazioni di Tomeo, circa la scarsa attenzione avuta in questi mesi da parte dei suoi uffici, Palumbo conclude “L’ho ricevuto decine di volte nel mio ufficio e gli ho consigliato di portarmi la documentazione, oltre che di fare causa all’Ati, ma dice di non avere soldi per farlo e pretende che sia la Provincia a risolvere tutto. Non ci sta aiutando ad aiutarlo”.
DEL CORVO: “UNA SOLUZIONE E’ POSSIBILE, BENE COSI'”
Sull’argomento si dichiara ottimista anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo: “Ho parlato con Palumbo e una soluzione a questo caso è possibile – afferma a questo giornale – Questo mi fa piacere, quando possiamo aiutare gli imprenditori siamo a disposizione”.