*giurista e scrittore

L’AQUILA – Impazza in queste ore lo scandalo della sanità greca.

E giù con i media che ne parlano ad effetto. I soliti media.

Lo scandalo è scoppiato a seguito del tentato suicidio di un dirigente della Novartis, la multinazionale svizzera del farmaco, infatti dalle indagini sarebbe emerso un circuito di tangenti al fine di far ottenere all’azienda un aumento delle vendite attraverso facili prescrizioni mediche.

Il tutto dopo che, dal 2010 in avanti, la spesa pubblica sanitaria greca è stata tagliata di circa il 50%.

E anche qui, giù con le solite sciocchezze: Paese del sud Europa corrotto e sprecone, i Greci non meritano di stare nell’Euro, li abbiamo salvati e loro rubano, sono i soliti piigs (maiali) e altre cretinate di questo tipo.

Ma la verità, per chi la vuole vedere, è un’altra.

Il problema è sempre lo stesso. E risiede nella moneta unica europea!

L’Euro è una moneta criminale e ciò per due ordini di motivi: a) gli Stati dell’Eurozona, non disponendo più di sovranità monetaria, sono costretti ad andarsi a cercare la moneta.

In che modo? 1) chiedendola in prestito ai mercati dei capitali privati (banche private, assicurazioni, etc) ai quali va restituita con gli interessi e i cui tassi sono commisurati all’affidabilità della finanza pubblica dello Stato richiedente; 2) andandola ad estorcere a cittadini e imprese attraverso l’aumento delle tasse, l’inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale e, leggete attentamente, attraverso i tagli selvaggi alle voci di spesa pubblica più sensibili quali le pensioni, l’istruzione, la giustizia e, udite udite, la sanità; b) la moneta unica europea è ‘figlia’ di un accordo di cambi fissi, quindi ciascuno Stato dell’Eurozona è costretto, non potendo più scaricare il peso della competitività sulla moneta, a scaricarlo sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore, con la conseguenza che – essendovi contestualmente i tagli selvaggi alla spesa pubblica (nel caso di specie alla sanità) – i cittadini greci, già pesantemente impoveriti, sono costretti a rivolgersi a strutture private sborsando parecchi quattrini di tasca propria.

Diversamente si è destinati a morire!

Quindi il problema non è tanto la corruzione, che è e resta un aspetto deplorevole con conseguenze unicamente di carattere penale, ma la situazione generale in cui è stata posta la Grecia su decisione delle istituzioni creditrici (Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Unione Europea), le quali nel luglio del 2015 hanno messo il popolo greco con le spalle al muro imponendogli condizioni capestro che hanno prodotto disoccupazione, tagli selvaggi allo stato sociale e povertà diffusa.

Il tutto perché la Grecia, al pari di altri 18 Stati, ha ceduto la propria sovranità monetaria!

Quindi, prima di accusare il popolo greco di essere corrotto e ladrone, andiamo a vedere fino in fondo quelle che sono le vere ragioni di quanto accaduto.

Con questo non voglio in alcun modo giustificare corrotti e corruttori, i quali saranno giudicati dalla magistratura e – se ritenuti colpevoli – condannati, ma in Grecia si muore di fame e parecchi si uccidono per mancanza di lavoro o muoiono perché non possono pagarsi le cure mediche, visti i continui taglia alla sanità pubblica.

E ciò accade non perché vi siano fenomeni di corruzione, ma solo ed esclusivamente a causa dell’Euro, che, va ribadito, è una moneta criminale che funge da strumento di governo allo scopo di tutelare il capitale internazionale a scapito del lavoro e dei diritti fondamentali, tra i quali quelli connessi all’assistenza sanitaria pubblica!

Con buona pace dei giornalai di regime!