TIONE DEGLI ABRUZZI – A riscaldare l’aria gelida di metà gennaio è la Festa di Sant’Antonio Abate,che sarà celebrata domani 17 gennaio: un appuntamento che profuma di tradizione, devozione e autenticità. Un richiamo alle radici agricole e rurali che caratterizzano il cuore d’Italia e un’occasione speciale per vivere il borgo di Santa Maria del Ponte, borgo di Tione degli Abruzzi (L’Aquila), lasciandosi avvolgere dal “calore” della cultura locale, tra simbolismo e condivisione.
Sant’Antonio Abate, monaco egiziano vissuto nel IV secolo d.C. e fondatore del monachesimo cristiano, è venerato come protettore degli animali domestici.
La festa si apre infatti con il parroco che impartisce la benedizione degli animali e dei mezzi di lavoro: un rito antico che non è soltanto un atto di devozione, ma anche un momento collettivo che rinnova il legame profondo tra uomo e natura.
Il rituale più emblematico della celebrazione è, senza dubbio, l’accensione del fuoco, elemento simbolo di purificazione, protezione dal male e rinascita. All’aia del paese, in questa sera dell’anno, si accende un grande fuoco che diventa il fulcro della festa, attorno al quale si raduna l’intera comunità. Le sue fiamme “danzanti” segnano simbolicamente l’allontanamento dall’inverno verso la primavera e diventano incontro, socialità, memoria condivisa e trasmissione di tradizioni secolari. Per l’allestimento della pira viene realizzata una grande catasta di legna, dalla caratteristica forma troncoconica — simile a una carbonaia — che può superare i dieci metri di altezza.
La sua costruzione inizia circa una settimana prima e coinvolge volontari e abitanti del borgo. Rami e tronchi vengono disposti in cerchio, partendo dal centro, alternando strati longitudinali e verticali intorno a un’apertura centrale che funge da camino per l’accensione. Si utilizza prevalentemente legna di quercia e faggio; nella parte centrale della struttura vengono collocate frasche di ginestra e ginepro, ramaglie e legna secca di piccolo taglio, funzionali ad avviare la combustione.
Non mancano i piatti tipici della ricorrenza, sapori della cucina povera quali cotiche e fagioli, sagne e fagioli e salsicce alla brace, capaci di conquistare il palato con la loro semplicità e genuinità.
Partecipare a questo falò non è soltanto un’esperienza visiva suggestiva, ma un modo autentico per entrare in contatto con la comunità: un intreccio unico di folklore, spiritualità e atmosfera incantevole.
Inoltre, le feste paesane sono anelli di una catena che si articolano secondo una sequenza logica, non casuale. È usanza che, con la festa di Sant’Antonio Abate, si apra il Carnevale, che racchiude in sé una dualità simbolica. Esorcizzato attraverso il riso, esso segna la fine di un ciclo — la morte allegorica del Re Carnevale — che culmina nel funerale (Martedì Grasso), portando via il vecchio e aprendo a un nuovo inizio — la Quaresima.
Anche lo scrittore Massimo Lelj, nel Romanzetto del Tione, riflette sulla ciclicità vita-morte: perché qualcosa possa rigenerarsi, è necessario che prima muoia. La fenice brucia per rinascere più bella, il seme marcisce per tornare fiore “Fiocca, oh, dicevano gli uomini, che l’avevano aspettata come la bona novella, e la campagna s’addormiva sotto l’imbottita bianca e risvegliarsi riposata, piena; succede durante quel sonno, la morte e la resurrezione nel seme.”
Un patrimonio di gesti e significati quindi che continua a vivere grazie all’impegno delle Associazioni, dei comitati e delle Pro Loco, affinché le radici e le tradizioni non vadano perse ma valorizzate.
In questo anno 2026 in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura — con l’inaugurazione che cade proprio il 17 gennaio — il concetto di città-territorio emerge con ancora maggiore forza, rafforzando l’idea di un museo diffuso fatto di borghi vivi. Noi, nel nostro piccolo, ce la mettiamo tutta per far ri vivere Santa Maria del Ponte e il territorio, convinti che — come insegna J.R.R. Tolkien — “anche il gesto più piccolo può cambiare il corso della storia”,
Si tratta di un eeento a cura dell’Associazione Culturale Ricreativa Santa Maria del Ponte.





