CANISTRO – La Regione ha fissato per lunedì prossimo alle 11 la riconsegna della sorgente di Canistro (L’Aquila) attualmente in concessione alla Santa Croce Spa ma che sarà presto rimessa a bando, non prima di essere rientrata in possesso dell’impianto di adduzione, senza il quale non è possibile mettere la sorgente nuovamente sul mercato.
“Siamo sempre stati disponibili e siamo disponibili alla riconsegna alla Regione Abruzzo della sorgente ubicata ad alcuni chilometri, non certo dello stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua che insieme al marchio sono di nostra proprietà”, ribadisce in una nota il patron Camillo Colella.
Nella comunicazione della Regione, svela l’imprenditore, è scritto che “s’interverrà presso l’area di rispetto igienico-sanitario della concessione, situata in località Sponga, per le operazioni di riconsegna” e “si chiede all’azienda di mettere a disposizione il personale tecnico necessario alle operazioni di riconsegna”.
“Non ci siamo mai rifiutati e abbiamo sempre collaborato nei sopralluoghi fin dal primo momento – continua Colella -. Non ci siamo opposti neppure quando hanno tentato di confondere le pertinenze con la proprietà privata invitando grandi player”.
Tra la Santa Croce Spa e la Regione Abruzzo, in particolare il vice presidente Giovanni Lolli, é in atto un braccio di ferro e un contenzioso legale. L’imprenditore molisano ha ribadito l’intenzione di chiedere risarcimenti milionari all’ente regionale “per i danni di immagine patiti alla luce delle vessazioni subite dalla Regione che ci perseguita dopo averci negato la concessione e la proroga adducendo irregolarità del Durc che abbiamo invano chiarito”.
Proprio alla luce di questa situazione, la società ha attivato le procedure di mobilità per tutti e 75 i dipendenti.
L’ingegnere Colella, nella nota, sottolinea anche che “non risponde al vero che la Regione ha apposto sigilli lo scorso mese di ottobre”.
Sulla riconsegna della sorgente, i legali della Santa Croce nel rispondere ad una nota della Regione “dai toni inspiegabilmente non cordiali”, hanno spiegato in una lettera ufficiale che “Sorgente Santa Croce Spa non ha mai in nessun modo ostacolato o semplicemente reso più difficoltose o ritardato le attività di restituzione del giacimento e delle sue pertinenze alla Regione Abruzzo, come asserito in alcune comunicazioni della Regione”.
“A riprova di ciò – hanno aggiunto i legali – si osserva che l’area della sorgente è già stata oggetto di diversi sopralluoghi da parte dei funzionari regionali e la società, come da richiesta della Regione, ha già fornito in data 20 aprile 2016 una relazione descrittiva sullo stato di consistenza e conservazione delle prime opere di captazione poste all’interno dell’area oggetto di concessione. La società riconferma anche in questa sede la propria piena disponibilità alla consegna del giacimento in data 3 ottobre 2016 come richiesto dalla sirigente Iris Flacco“.






