CANISTRO – Il nuovo bando per la concessione della sorgente di Canistro (L’Aquila) è pronto, “si stanno perfezionando alcuni aspetti per scongiurare gli errori dell’altra volta”.

Lo annuncia ad AbruzzoWeb il vice presidente della Regione Abruzzo con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli, che spiega come gli uffici stiano lavorando per non ripetere il pasticcio dello scorso anno, quando la concessione, prorogata per due volte, alla fine ha portato l’ente a revocare l’autorizzazione all’azienda, che dal 16 dicembre sta imbottigliando l’acqua dei silos senza la possibilità di captare più quella sorgiva.

Una rottura arrivata a settembre, dopo aver esaminato la documentazione prodotta dall’attuale concessionaria, la Santa Croce Spa: la Regione ha ritenuto inefficace il bando e quindi ha annullato la concessione per difetto di certificazione, disponendo contestualmente la predisposizione di un nuovo bando.

Poi prima il Tar, il 14 gennaio, e quindi il Consiglio di Stato, il 23 giugno scorso, hanno respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’azienda.

Del nuovo bando “voglio discutere con i sindacati e con il Comune – dice Lolli – che vedrò la prossima settimana”. Nella versione precedente, “non erano scritti con nettezza gli obblighi del piano industriale, non è solo una questione di costi ma anche di qualità”.

Il vice presidente si aspetta la partecipazione di “importanti player nazionali”, e si augura “che vinca il migliore, più è solida l’azienda che vince meglio stiamo tutti, anche perché c’è il problema della tutela dei lavoratori; eppoi quell’acqua è un prodotto d’eccellenza a livello italiano”.

“Per come sono fatto io sicuramente il bando non sarà pubblicato ad agosto – chiosa Lolli – i bandi agostani li fa chi ha già deciso chi vince”.

“In sostanza – spiega in una nota sul caso giudiziario l’avvocato Salvatore Braghini, che insieme a Renzo Lancia e Domenico Naso ha difeso il Comune di Canistro – il Consiglio di Stato ha confermato in toto quanto deciso dal Tar. Ha esaminato per prima la questione relativa all’annullamento del bando e poi, rigettata la richiesta di sospensiva proposta dalla Santa Croce, ha respinto anche l’istanza volta a congelare gli effetti della revoca”.

“Il supremo organo della giustizia amministrativa ha stabilito, in particolare, che nella ponderazione dei contrapposti interessi in gioco deve darsi necessaria prevalenza a quelli di natura ambientale, in tal modo accogliendo la tesi del Comune di Canistro, fatta propria dal Tar dell’Aquila, per cui l’interesse economico è assolutamente imparagonabile, sia sotto il profilo della riparabilità, sia sotto quello del rilievo nella gerarchia dei valori sottesi al nostro ordinamento, all’interesse alla preservazione dell’ecosistema e della risorsa idrica in particolare, quindi, dell’ambiente, della salute, della salvaguardia paesaggistica e dello sviluppo in sicurezza del territorio. Dalla priorità di tali interessi il Tar ne aveva trattola necessità di una preventiva e attenta Valutazione di Impatto (Via), non effettuata dalla Regione”.

Nella stessa nota il neo sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, chiede con forza alla Regione “che si proceda alla pubblicazione del nuovo bando di concessione, seguendo le indicazioni scritte nella sentenza del Tar in merito alle compatibilità ambientali e paesaggistiche e definendo un Accordo di programma con il Comune per tutelarne gli interessi di natura economica e sociale derivanti dallo sfruttamento della sorgente e, ancor più, allo scopo di garantire ai lavoratori dello stabilimento di imbottigliamento le tutele occupazionali”.

Già il precedente primo cittadino, il figlio Antonio Di Paolo, aveva chiesto alla Regione il riconoscimento di royalty per il Comune.