PESCARA – La Procura presenta oggi le richieste di condanna per i 25 imputati del processo relativo al processo su Sanitopoli.
Con il riassunto accusatorio, dopo due anni di dibattimento e quasi cinque dagli eventi, il processo è alle battute finali,
La requisitoria dei pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli passerà al setaccio reati come l’associazione per delinquere, la truffa, la corruzione e la concussione proseguendo nell’elenco delle presunte tangenti di complessivi 5,5 milioni di euro che, sostiene l’accusa, avrebbero ricevuto l’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, il suo ex braccio destro Lamberto Quarta e l’ex capogruppo del Pd regionale Camillo Cesarone.
Sul doppio schermo allestito nella maxi-aula 1, sfileranno anche le immagini di quella presunta mazzetta da 200 mila euro che il 2 novembre 2007 l’imprenditore della sanità Vincenzo Angelini dice di aver consegnato all’ex governatore.
C’è poi la questione delle foto, una decina di scatti in cui sono immortalati soldi, la casa di Del Turco e una busta di mele, la frutta che, come dice la procura e come respinge la difesa, l’ex governatore avrebbe dato ad Angelini in procinto di lasciare la casa di Collelongo.
Nella seconda parte della mattinata l’accusa sulla giunta di centrodestra allora guidata da Giovanni Pace, l’ex governatore che ha scelto il rito abbreviato ed è stato assolto.
La procura prima di chiedere le condanne si focalizzerà sull’ex deputato Sabatino Aracu, sull’ex assessore regionale alla sanità Vito Domenici, sull’avvocato della Asl di Chieti Marcello Boschetti e sull’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga.
Il processo sanità sia avvia così alle ultime battute e si concluderà il 18 luglio, allo scoccare di quasi cinque anni esatti dagli arresti, quando il collegio presieduto da Carmelo De Santis e dai giudici a latere Massimo De Cesare e Gianluca Falco pronuncerà la sentenza.
LE MAZZETTE TRA ANGELINI E DEL TURCO
La requisitoria di Di Florio è ripresa proprio affrontando il tema delle mazzette che Angelini avrebbe consegnato a Del Turco e al suo staff.
“Se contestualizziamo le attività legislative sanitarie o il riordino dei piani sanitari o ospedalieri in Abruzzo e l’attività del potere politico, ci sono straordinarie coincidenze che confermano la validità delle accuse di Angelini – ha detto in udienza Di Florio – Prelievi in contanti, telepass per Collelongo sia di Angelini sia di Del Turco, tutto coincide, tutto torna. Angelini ha sempre un movente per dare delle tangenti e le sue dichiarazioni sono affidabili anche quando dice di aver incontrato Del Turco o gli altri anche quando non porta materialmente soldi con sè’.
Il pm ha suggerito alla Corte di mettere in fila tutte le prove cartacee e ignorare le accuse di Angelini “perché tanto tutto torna lo stesso. Non c’è una sbavatura. E quando non ci sono i riscontri telepass che coincidono vuol dire che le tangenti sono state date o a Roma o a Pescara”.
LE FOTO ”DELLE MELE”: PER IL PM ”L’EX GOVERNATORE C’E”’
Le foto relative alla presunta tangente ‘delle mele’, che sarebbe stata consegnata dall’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Angelini, a Ottaviano Del Turco il 2 novembre 2007 a Collelongo (L’Aquila), è al centro della requisitoria del pm Di Florio nel processo ‘Sanitopoli’.
Per Di Florio, che si è avvalso dell’uso di slide, è palese la presenza in una di esse, la numero 94, dell’ex presidente Del Turco insieme ad Angelini.
Il pm è poi tornato sulla datazione delle fotografie, ribadendo, come confermato dai periti del Tribunale, che sono state scattate tra le 16.46 e le 18.01. Le 16.46 e’ l’ora in cui Angelini sarebbe arrivato a Collelongo, le 18.01 l’ora in cui sarebbe ripartito. Per l’accusa, dunque, la consegna del denaro sarebbe avvenuta tra le 16.46 e le 18.01.
Tali orari, per Di Florio coincidono perfettamente con le ricevute telepass dell’auto dell’imprenditore. Il pm ha definito la foto ‘delle mele’ come quella ‘di un uomo, Angelini, che non ce la faceva piu”.




