L’AQUILA – “Non c’è stata nessuna minaccia di commissariamento da parte del Tavolo di Monitoraggio: ieri, ai tecnici del Mef e del Ministero della Sanità, è stato semplicemente consegnato il testo della legge di copertura del disavanzo 2024 e illustrate le misure introdotte nella norma”.
Lo precisa, in una nota, l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, a seguito del Tavolo di monitoraggio interministeriale riunito a Roma davanti ai dirigenti della Regione Abruzzo, con all’ordine del giorno il debito della sanità abruzzese.
Una bocciatura del piano di rientro, riportata da AbruzzoWeb (Qui il link) che impone nuove, concrete, e più dure misure bacchettando duramente per l’assenza di una riforma strutturale capace di contrastare un deficit oramai fuori controllo.
Verì interviene per sedare gli animi, dopo la levata di scudi delle opposizioni di Pd e M5S, in merito alla nuova emergenza – che non riguarda il quarto trimestre del 2024, per il quale sono state considerate sufficienti le misure adottate con i provvedimenti che hanno portato al recupero di 113 milioni di euro, attraverso l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi sopra i 28mila euro, tagli al bilancio regionale e con il blocco delle assunzioni, del turn over e di altre attività – sul debito 2025, che per una stima tendenziale sarebbe fuori controllo, risultando, stando a quanto emerso, di oltre 100 milioni, dai 113 milioni del 2024, che in un precedente step l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì aveva stimato, con i dati forniti inizialmente dai tecnici, in “soli” 81 milioni.
“Appare quantomeno inverosimile – scrive – la ricostruzione dell’accaduto, in quanto solo nel tavolo di luglio si procederà alla chiusura del rendiconto 2024 del sistema sanitario regionale e all’effettiva quantificazione del disavanzo. Non si comprende, dunque, come sarebbe stato possibile parlare di commissariamento per i conti del 2025, che saranno chiusi solo a luglio 2026”.
“Dai ministeri è arrivata invece la raccomandazione a tenere sotto controllo l’andamento dei conti delle Asl per l’anno in corso e di prevedere un monitoraggio costante delle spese, alla luce della proiezione a chiudere intorno a 100 milioni (basata però sui conti al 31 marzo, che rappresentano dunque solo una stima) che potrebbe imporre nuovamente nel 2026 una manovra di accantonamento a copertura del disavanzo”.





