VASTO – È stato ufficializzato ieri, nel corso dell’incontro del comitato ristretto dei sindaci con i vertici della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, l’intervento di “razionalizzazione” della rete ospedaliera.

Inascoltate, secondo il Pd di Vasto (Chieti), le proteste che nell’ultimo anno sono state più volte espresse, ansie manifestate e minimizzate dalla politica regionale, dimenticato il documento presentato dai Primari dell’Ospedale di Vasto nel corso del Consiglio comunale del 15 febbraio scorso alla presenza dei consiglieri regionali Menna, Prospero e Tagliente.

“Saranno declassate – afferma il Pd vastese – le unità operative di Direzione Sanitaria, Gastroenterologia, Centro Trasfusionale, Laboratorio analisi, Neurologia, Pediatria, Malattie Infettive,Anatomia Patologica e Otorino. Liquidate con una frase lapidaria quanto offensiva: “Si sottolinea che le discipline che presentano una sola Unità Operativa Complessa per l’intera Azienda, devono essere collocate logicamente nel presidio ospedaliero del capoluogo di provincia”.

“Questa logica – prosegue la nota del Pd – dimentica che il Centro Trasfusionale di Vasto è il secondo in Abruzzo dopo Pescara per raccolta sangue e il primo per produzione di plasma industriale, che la gastroenterologia ha avuto un livello elevatissimo di appropriatezza di ricoveri e una rilevante complessità di procedure eseguite. In nome della logica del capoluogo di provincia dimentichiamo il grande lavoro sull’Aids e sulla Tbc svolto da Malattie Infettive, e la storia e l’impegno profuso quotidianamente nelle altre discipline a cui toccherà la stessa sorte. Come prevedibile, l’Università ha fatto la parte del leone, Chieti e Pescara vedono una scandalosa concentrazione di primariati e un numero di posti letto per 1000 abitanti quasi doppio all’area vastese”.

“Il piano Chiodi-Baraldi è passato devastante su Vasto – aggiunge il Pd – senza che i nostri rappresentanti alla regione abbiano alzato almeno la voce per difendere il diritto alla salute. Decapitato l’ospedale, non considerato il territorio: il declassamento della unità di Direzione Sanitaria equivale all’azzeramento dell’autonomia di un Presidio Ospedaliero lontano dal capoluogo, in un territorio al confine con un’area del Molise altrettanto ridotta di potenzialità; resa debole l’organizzazione ospedaliera interna senza che sia stato sperimentato e consolidato il modello organizzativo trasversale dei dipartimenti di cui ancora si ignora la composizione. Tagliati fuori! Dall’autonomia, dalla complessità, dagli investimenti!”.