L’AQUILA – “Sento dire da Mascitelli che in Abruzzo ci saranno due ospedali di secondo livello, ma spariamo cose così? Il fatto che la riforma della sanità la facciano i tecnici è folle ed è la negazione della politica, a questo punto non servono il presidente, gli assessori e i sindaci, mettiamo tutto in mano ai dirigenti”.
Questa la replica del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dai microfoni di AbruzzoWeb al presidente dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, intervistato da questo giornale sul progetto di taglio al sistema ospedaliero che porterà da 215 a 170 i reparti con posti letto negli ospedali regionali.
Una riforma che viene portata avanti da personale interno all’Asr, che ha presentato una tabella con la “nuova geografia” delle unità ai vertici delle aziende sanitarie, sebbene quella aquilana sia attualmente senza testa, mancando un direttore generale in carica: una bozza portata alla luce da AbruzzoWeb che presenta numerose criticità, alle quali, però, Mascitelli non ha risposto.
“Ho avuto difficoltà a spiegare queste cose a D’Alfonso, Paolucci e Mascitelli – dice Cialente – io non prendo le parti dell’Aquila, sto parlando di quale sia l’idea regionale. Se la Pneumologia dell’Aquila deve chiudere non c’è problema, purché avvenga nell’ambito di un disegno. Finché non lo capisco, non si faccia in mio nome”, spiega, in riferimento alla paventata chiusura del “suo” reparto dove ha lavorato prima dell’avventura da parlamentare e da sindaco, che porterebbe clamorosi disservizi come spiegato dal primario, Alfeo Fiore Donati.
Secondo Cialente, “a livello regionale si sta sbagliando in modo grave su come si sta impostando la riforma dell’assistenza ospedaliera, senza ragionamento a monte di dove si vuole andare, e intanto qui ci si preoccupa se il manager sia aquilano o meno. Il nostro futuro è in mando ad aziende i cui dirigenti vengono da tutto il mondo”.
Il riferimento è alla battaglia, peraltro avviata da lui stesso, sulla provenienza e la professionalità che dovrebbe e dovrà avere il nuovo direttore generale: manager non medico e non aquilano per Cialente, medico e del capoluogo per il consigliere Pierpaolo Pietrucci, 35 sindaci del territorio e altri.
“Sono terrorizzato che per scegliere i vertici decisionali e dirigenziali si parli delle targhe di provenienza – dice ora Cialente – Non so se sarà Rinaldo Tordera, auspisco che sia un manager e ne sono tuttora convinto come presidente del comitato ristretto dei sindaci”.
Cialente parla poi anche di un’altra scelta chiave: secondo quanto appreso nel corso di una cena carbonara a Pescara, il tandem potrebbe essere con l’ex direttore della Carispaq come dg e il marsicano Umberto Occhiuzzi nel ruolo di direttore sanitario.
“Così come si deve trovare un manager di livello, e ce ne sono 3-4 di nomi su cui il presidente può agevolmente scegliere, così il direttore sanitario deve essere bravo – prosegue il sindaco – Si tratta di una vera e propria branca della medicina, può essere solo un medico. Anche lì non mi preoccupo da dove viene, ma se sia bravo. Così come il direttore amministrativo e a scendere”.
“Occhiuzzi? Lo conosco poco in questo settore, ma questa è una scelta che deve fare il manager, non certo il comitato ristretto dei sindaci”, conclude.





