PENNE – “Prima convocano giornalisti e cittadini, poi, dinanzi alle contestazioni, si danno alla fuga. Tutto questo è accaduto oggi a Penne (Pescara), dove il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, in grande spolvero avevano mobilitato personale, cittadini e stampa per presentare il ‘Piano di Sviluppo dell’ospedale San Massimo’, ovvero le opere progettate, finanziate e messe in cantiere dalla Giunta di Gianni Chiodi“.

Lo afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri.

“Peccato – dice il consigliere regionale – che il governatore non si sia proprio presentato all’appuntamento, nonostante la grancassa promozionale del giorno prima, e l’assessore sia stato costretto a battere in ritirata di fronte alle proteste per la chiusura del punto nascita e del Pronto soccorso, che colpiranno, con un colpo d’accetta, anche la città vestina. Forse il presidente e l’assessore non hanno capito che i cittadini di Penne non si arrendono, e prima o poi anche la fuga non sarà più possibile. Nel frattempo Forza Italia consegnerà un bel Tapiro al presidente, martedì prossimo, come abbiamo già fatto con il sindaco di Pescara, per ricordargli che non ci si appropria delle opere altrui per fare bella figura con i cittadini”.

“Il governatore D’Alfonso e l’assessore alla Sanità Paolucci – prosegue Sospiri – pensano che basti agitare uno specchietto per le allodole per indorare la pillola della scure che, questione di settimane, si abbatterà sugli ospedali delle nostre aree interne con la chiusura dei punti nascita di strutture territoriali strategiche, come Penne, Sulmona, Atri e Ortona, e dei Pronto Soccorso di ben 8 nosocomi regionali. E così hanno cominciato un tour proprio nei centri colpiti da tali provvedimenti, pensando che qualche contentino qua e là potesse sopire la protesta, oggi a Penne, domani a San Salvo. Per l’incontro di Penne hanno ben pensato di approfittare delle opere già messe in cantiere dalla giunta Chiodi per l’ampliamento e la ristrutturazione del presidio ospedaliero, opere già finanziate sempre dal presidente Chiodi, per la serie: ‘Vi chiudiamo punto nascita e pronto soccorso, ma vi facciamo l’ospedale più bello’. Ma i cittadini non si sono lasciati abbindolare: e infatti, forse preallertato da qualche voce di corridoio, il presidente D’Alfonso non si è neanche presentato all’appuntamento, mentre l’assessore Paolucci, lasciato solo, ha dovuto abbandonare in fretta la sala non riuscendo più a gestire le contestazioni, e lasciando l’amaro calice al manager D’Amario, che non è riuscito, ovviamente, a placare gli animi”.

“Prima Sulmona, oggi Penne, due ‘casi’ che forse dovrebbero significare qualcosa per l’esecutivo regionale, ossia che i nostri territori non intendono subire passivamente la chiusura di strutture sanitarie fondamentali per garantire il diritto alla salute e prima o poi D’Alfonso e il suo assessore dovranno affrontare la dura realtà, facendo i conti tra le promesse propinate in campagna elettorale e i provvedimenti scellerati adottati oggi”, conclude.