PESCARA – Punti nascita, l’Abruzzo passa da 12 a 7 ospedali e il consigliere regionale del Partito democratico Marinella Sclocco protesta: “Pur di ridurre la voce dei costi della sanità ora si taglia anche sulla vita!”.

 
Si era parlato del problema già un anno fa, grazie al question-time inoltrato dalla stessa Sclocco che poneva il quesito al governatore e commissario per la sanità, Gianni Chiodi.
 
“Si intuiva il percorso che i commissari stavano intraprendendo sul problema punti nascita”, afferma ora la democrat.
 
“La politica dei commissari in Abruzzo è chiara – aggiunge – pur di raggiungere il pareggio di bilancio in materia di sanità non si esita a tagliare ovunque. Presto inizieremo quindi a registrare una mobilità passiva anche per il parto”.
 
“La chiusura di Penne è fatto grave – attacca il consigliere – considerando che il polo materno infantile pervisto a Pescara non è mai decollato e che già l’anno scorso Pescara registrava più di 2.500 parti all’anno. Siamo certi che questa politica possa rispondere davvero alle esigenze del territorio? Non dimentichiamo l’assetto geomorfologico della nostra provincia e della regione intera. Non abbiamo certo delle facili percorrenze verso la città”.
 
“Inoltre – prosegue la Sclocco – sembra che solo oggi si evidenzi l’aumento del ricorso al parto cesareo, eppure i dati forniti dal noi del Pd a novembre scorso avevano già dimostrato quanto incidevano sulla spesa sanitaria che poteva essere notevolmente ridotta con l’istituzione del parto in analgesia, pratica inserita nei livelli essenziali (Lea) del progetto Salute del ministro Livia Turco con il decreto della presidenza del Consiglio del 23 aprile 2008″.
 
“Certo è necessario un investimento iniziale legato alla formazione del personale, che potrebbe divenire nel tempo un risparmio oltre che un segnale di civiltà  e rispetto nei confronti delle donne”, conclude il consigliere Pd.