L’AQUILA – “Siamo ancora in pieno liberismo economico, anche nella sanità. È brutto dirlo, ma l’unica speranza è che questa ‘sberla’ del Covid-19 mandi in frantumi i paradigmi usati per distruggere la sanità pubblica, compresa quella abruzzese”.

La prima edizione ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica; ora tocca alla seconda, con tanto di aggiornamento.

Sta per uscire, infatti, il libro, aggiornato, di Francesco Carraro, avvocato e scrittore, e Massimo Quezel, patrocinatore stragiudiziale, Salute S.p.A. La sanità svenduta alle assicurazioni. Il racconto di due insider.

E proprio Carraro, che insieme a Quezel è stato relatore di un convegno all’Aquila, organizzato da AbruzzoWeb.it, sul tema della sanità ‘preda’ dei privati, a questo giornale afferma che “Già adesso, a causa dell’emergenza Covid-19, è in atto un gigantesco mea culpa di tutti i fenomeni ultraliberisti che ci avevano raccontato che la sanità pubblica andava indirizzata verso i privati, che la sanità pubblica non ce la faceva da sola, che servivano le polizze assicurative. La logica che ha portato, anche in Abruzzo, a depotenziare e a chiudere i piccoli ospedali, a distruggere la medicina territoriale, ad usare strumenti sbagliati come i project financing per costruire nuovi ospedali”.

“Poi scoppia l’emergenza Covid-19 – continua Carraro – e ci si rende conto che senza il sistema sanitario pubblico sei letteralmente nella cacca. Quando arriva il Coronavirus, non bussi alla clinica convenzionata, non bussi alla sanità privata, ma ti aggrappi al pubblico”.

“Nello stesso tempo, però, mi rendo conto che chi ha voluto tutto questo doveva sapere certe cose. E chi scopre oggi ciò che è accaduto, o forse fa finta di scoprire cosa è accaduto, è un cialtrone – prosegue – Se stiamo alla logica delle cose, la sinistra avrebbe dovuto essere molto attenta ai diritti conclamati e universali, ma non lo ha fatto”.

“E oggi c’è chi, come ad esempio il segretario nazionale del Partito democratico e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ha scritto una lettera per dire che l’Italia deve usare il Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, per la sanità, uno strumento che ha tutta una serie di gravissime controindicazioni, si accorge che la sanità ha bisogno di rilancio. Ma il guaio di fondo è che vuoi rilanciarla usando una struttura straniera che ti condizionerà in maniera pesante. Dopo che per anni il tuo partito, non certo l’unico, ha depotenziato la sanità pubblica”.

“Fossi il leader di un partito nuovo che non ha mai avuto responsabilità – spiega l’avvocato – accetterei la loro opinione, ma parliamo di chi ha tagliato tutto. Anche perché il primo settore su cui tutti hanno agito per i tagli è stato proprio quello sanitario”.

“Se il trend dovesse essere quello di quando abbiamo scritto il libro – spiega ancora – non c’è dubbio, parliamo di un forte indebolimento della sanità. Ed ho fortissimi dubbi che le cose cambino. E quello che dice Zingaretti è chiarissimo in questo senso: non si vuole usare il deficit pubblico per finanziare la sanità”.

“Credo che in realtà, purtroppo, non avremo rivoluzioni keynesiane – continua Carraro – anche perché chi ora è al governo ha ‘disegnato’ le strategie liberiste dell’ultimo ventennio. Non cambieranno nulla, la versione liberista è sempre quella”.

Snocciolando alcuni dati, infine, Carraro fa notare che “Dal Conto annuale del Tesoro, dal 2010 al 2017 il nostro sistema sanitario ha subìto una carenza di 2 mila dirigenti, 8 mila medici e 36 mila infermieri. E anche i piani dell’Unione Europea dimostrano che la sanità pubblica italiana continuerà ad essere colpita duramente”.