PESCARA – “Ancora una volta Chiodi fa il gioco delle tre carte, facendo apparire per veritiere cose false e creando tensioni tra le parti sociali”.
Forti e accusatorie le parole del capogruppo al Consiglio regionale del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, nei confronti del presidente della Regione Abruzzo nella conferenza convocata per fare il punto sulle questioni legate alla sanità e al bilancio regionale.
Presenti anche Giovanni D’Amico, ex assessore al Bilancio, e il consigliere regionale Claudio Ruffini: se le parole di D’Alessandro sono state forti, le loro non sono state certamente da meno.
“Basta con la politica degli annunci” esordisce D’Amico.
Ruffini rilancia, sostenendo che in due anni e mezzo di governo la Giunta di Gianni Chiodi ha portato “a tanti annunci shock e poca concretezza”.
In particolare sono due le questioni su cui il Pd regionale chiede di fare chiarezza: il protocollo d’intesa firmato dai sindacati e dal sub commissario alla Sanità, Giovanna Baraldi, sulla disponibilità di 255 milioni di euro sbloccati dall’ultimo Tavolo di monitoraggio e la questione dell’esenzione dal ticket per i cittadini con un reddito inferiore ai 36 mila euro.
Lo scorso 3 agosto i rappresentanti regionali dei tre sindacati confederali e la Baraldi si sono incontrati per firmare un protocollo d’intesa sulla gestione dei 255 milioni di euro sbloccati dal tavolo di monitoraggio del ministero dell’Economia e destinati alla riorganizzazione della attività sanitarie territoriali.
Si tratta di un’azione prevista dalla legge 189 del 2008 in base alla quale il ministero eroga delle risorse alle Regioni in una situazione di emergenza finanziaria, dopo aver accertato la stabilizzazione del bilancio del Servizio sanitario regionale.
Lo scorso 20 luglio il Tavolo di monitoraggio del ministero, dopo aver accertato il raggiungimento del pareggio del bilancio, ha stabilito l’erogazione alla Regione di 255 milioni di euro, quota residua al 31 dicembre 2009, pari al 70 per cento dell’intera somma la cui erogazione era stata sospesa in mancanza di una stabilità finanziaria.
“Il problema – afferma D’Amico – è che nella firma del protocollo tra la Baraldi e i sindacati si è lasciato pubblicamente intendere che questi soldi siano una risorsa aggiuntiva da destinare alla sanità, cosa assolutamente non vera in quanto si tratta di risorse impegnate dalla Regione Abruzzo ma di cui non c’è un’effettiva disponibilità”.
Praticamente, stando a quanto affermato dal Pd, si è fatto credere di avere una disponibilità finanziaria che in realtà non sussiste in quanto l’erogazione di questi finanziamenti da parte dello Stato corrisponde per la Regione all’incasso della differenza del 3 per cento dello stanziamento annuale per il servizio sanitario che è stato già impegnato e speso.
“Non ci rivolgiamo alla Baraldi – continua D’Amico – perché probabilmente neanche lei è a conoscenza della reale situazione finanziaria del Sistema sanitario regionale. La nostra attenzione è rivolta al governatore, è a lui che chiediamo di verificare nel bilancio regionale l’effettiva disponibilità di queste risorse che per noi non sussiste”.
Bugie di Chiodi anche sulla questione dei ticket per il Pd.
“Stamattina tanti cittadini abruzzesi si sono svegliati convinti di non dover pagare il ticket, una delle tasse più odiose che ci sia – afferma Ruffini – questo è l’effetto dell’annuncio fatto dalla Regione sull’esenzione dal ticket per i cittadini con un reddito inferiore ai 36 mila euro. Se si va a leggere bene l’ordinanza, però, ci si rende facilmente conto che non è così”.
Hanno effettivamente diritto all’esenzione solo alcune categorie tra cui i bambini al di sotto di 6 anni e i pensionati over 65.
“Un operaio, un insegnante, un pensionato e come loro tanti altri cittadini che non appartengono a quelle categorie vanno a regime standardizzato e questi bisogna dirlo altrimenti si rischia di creare sfiducia” afferma D’Alessandro.
“I conti forse stanno a posto – conclude Ruffini – ma non sta a posto il servizio sanitario, quella vero, quello che i cittadini toccano con mano, frutto di una sanità gestita in maniera ragioneristica e poco concreta”.
IDV: “SUI TICKET CHIODI COSTRETTO A DIRE ‘OBBEDISCO'”ù
L’AQUILA – “Appena venti giorni fa, Chiodi dichiarava “considero il ticket richiesto dal Governo eccessivo e penalizzante. Per questo ho deciso di congelarne, per il momento, l’applicazione in attesa di un confronto con il Governo con cui valutare la possibilità di soluzioni alternative. Come al solito purtroppo per Chiodi e per tutti gli abruzzesi, il nostro Governatore eècostretto a dire ‘ubbidisco’ suo malgrado, ma evita di trarre le necessarie conclusioni”.
Lo ha detto in una nota Cesare D’Alessandro, vice capogruppo regionale dell’Idv.
“Nulla di fatto, Berlusconi e Tremonti impongono a tutte le regioni i ticket da 10 euro sulla specialistica, – ha aggiunto – riservando l’esenzione a quelle famiglie il cui reddito complessivo non supera i 36mila euro. Potrebbe sembrare a prima vista giusto, un sacrificio necessario ma ponderato sulle rispettive ricchezze e poverta’; tutti, però, sappiamo che a pagarne il conto saranno soprattutto le famiglie che vivono di lavoro dipendente, quelle che non nascondono nulla al fisco. Una famiglia con due lavoratori dipendenti a reddito basso, quasi certamente dovra’ farsi carico del ticket”.
“A beneficiarne, invece, i soliti noti o meglio ignoti, – ha detto ancora D’Alessandro – gli evasori totali e parziali, i titolari di affitti in nero, i possessori di case non dichiarate. Siccome Chiodi puo’ chiederlo all’Ufficio delle Entrate, ci faccia sapere quanti proprietari di Suv e barche pagheranno il ticket o se, al contrario, i cittadini onesti dovranno farsi carico di pagare ai ricchi disonesti l’assistenza sanitaria, quella scolastica e cosi’ via”.
“In ogni caso sarebbe stato meglio fare riferimento al reddito Isee, da certificare mediante autodichiarazioni a pena di falso, o comunque, visto che ad evadere sono anche e soprattutto i ricchi, sarebbe sarebbe stato opportuno non applicare per nulla i ticket. Il Governo Berlusconi avrebbe potuto percorrere strade alternative, ma quando si tratta di far cassa, anziche’ colpire i possessori di patrimoni, di yacth ed elicotteri, e’ sempre più semplice e facile percorrere la solita vecchia strada che porta diritto alle tasche del ceto medio-basso, che come Toto’ deve sempre rispondere “e io pago! e io pago!”.
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