L’AQUILA – Una fumata nera, anzi nerissima, è uscita fuori dalla riunione di mercoledì tra il direttore generale della Asl aquilana Giancarlo Silveri e i medici dei reparti di Pediatria, di Terapia intensiva neonatale e di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Salvatore nella quale si doveva affrontare la questione dei “parti vietati” per le donne tra le 23 e le 32 settimane.

Incontro preannunciato ad AbruzzoWeb dallo stesso Silveri e che, nelle intenzioni, sarebbe dovuto servire a “una riflessione complessiva” e alla “riorganizzazione del settore”.

Ma, soprattutto, “a sancire la pace tra sanitari e dirigenti”, dopo che, ai primi di aprile, c’era stato un duro scambio di lettere sulla questione tra la direttrice del dipartimento materno-infantile, Sandra Di Fabio, e i dottori delle unità operative complesse afferenti al settore.

Gli animi, invece, si sono scaldati immediatamente, quando il manager ha impedito al dottor Maurizio Mantovanelli di leggere la lettera, inviata alla nostra redazione, nella quale si esortavano “le gestanti che abbiano concreti rischi di poter partorire prima del termine, a recarsi presso altre sedi, dove può essere assicurato uno standard assistenziale degno di questo nome”, cosa che, invece, secondo Mantovanelli, nel nosocomio del capoluogo non poteva essere garantita.

A poco sono servite le rassicurazioni ribadite da Silveri circa le future assunzioni per coprire le carenze di organico del personale medico e il clima continua a essere incandescente.

L’unica cosa certa è che partorire all’Aquila, per il momento, almeno per le donne con qualche difficoltà di gestazione, rimane un problema. (red)

LA ASL MINACCIA RIPERCUSSIONI SU DICHIARAZIONI MANTOVANELLI

L’AQUILA – “Il dottor Maurizio Mantovanelli ha fatto delle dichiarazioni assolutamente lesive dell’immagine della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e dei suoi colleghi, di cui si assumerà la responsabilità nelle sedi opportune”.

È quanto dichiara il manager della Asl, Giancarlo Silveri, in una nota in cui aggiunge che Non era la riunione che si è svolta mercoledì scorso il momento per chiarire la sua posizione. Una riunione organizzativa del Dipartimento materno-infantile dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, convocata al fine di verificare le azioni per raccordare le funzioni intensiva-neonatale, pediatrica e ostetrico-ginecologica”.

“Stiamo affrontando il problema: presso la neonatologia dell’Aquila si registra al momento una carenza di personale medico. Attualmente sono in servizio il Primario e tre dirigenti medici a tempo indeterminato di ruolo oltre ad un dirigente medico a tempo determinato”.

“In questa fase di transizione abbiamo integrato l’attività inviando al San Salvatore un altro dirigente medico in servizio presso la pediatria di Avezzano. Nel frattempo, come consente il decreto del commissario ad acta, Gianni Chiodi, abbiamo attivato sia la procedura di mobilità sui posti vacanti che la procedura concorsuale: il primo effetto che deriva da questo provvedimento è che dall’1 giugno 2011 prenderà servizio all’Aquila un altro medico neonatologo”.

“Per quanto riguarda il prosieguo abbiamo messo a concorso un ulteriore posto da neonatologo, che se i tempi tecnici saranno rispettati potrà prendere servizio entro tre mesi”.

“Lo scopo di tutto questo è innalzare il livello della Terapia intensiva neonatale (Tin) del San Salvatore e, data la possibilità di disporre di tutto il personale necessario, di riportare la Tin al terzo livello di assistenza, quello massimo”.

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