L’AQUILA – “Te ne devi andare, che ci stai a fare qua”. 

È finito in rissa verbale e con l’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni, il Consiglio comunale dell’Aquila sulla sanità, con il consigliere dell’Aquila città aperta Giorgio De Matteis che ha invitato l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci a lasciare l’aula, quando è giunta la notizia che il contestato decreto del presidentedella Regione  Luciano D’Alfonso era stato appena validato dal ministero. 

Nodo del contendere la riorganizzazione degli ospedali abruzzesi e chi tra L’Aquila e Teramo si giocherà la possibilità di attivare un ospedale di secondo livello.

Come anticipato da AbruzzoWeb, le possibilità potrebbero essere due: sarà L’Aquila che cederà Neurochirurgia, affinché Teramo possa avere il super ospedale, oppure, sarà Teramo a “donare” all’Aquila la Cardiochirurgia, in maniera da consentire così l’attivazione dell’hub nel capoluogo di regione. 

Presente in Consiglio il sindaco, Massimo Cialente, reduce da un malore che comunque non gli ha impedito di prendere parte alla seduta, le senatrici Enza Blundo e Stefania Pezzopane e il consigliere regionale del Partito Democratico  Pierpaolo Pietrucci. 

Tra il pubblico anche il manager dell’Asl Rinaldo Tordera. 

“Il decreto Lorenzin non impedisce la creazione di due hub di secondo livello in regione: Pescara-Chieti e L’Aquila Teramo –  ha detto Paolucci, prima che si scatenasse la bagarre – Il problema è tutto legato al campanile e alla resistenza dei territori e quindi degli ospedlai a cedere reparti”. 

Il punto, tuttavia, è che nel piano sanitario regionale 2016-2018 già validato dal ministero non è scritto che anche L’Aquila-Teramo possano avere un ospedale di secondo livello, ma sull’argomento c’è solo uno studio di fattibilità. 

“È la seconda volta che la Regione viene a prenderci per i fondelli – ha sbottato De Matteis – La prima volta è stato col Masterplan, quando siamo stati ore a discutere di una cosa già approvata”. 

Subito dopo il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti ha sospeso il consiglio, ripreso poco dopo.