L’AQUILA – “In materia di riordino del sistema sanitario regionale, la sola questione che ci interessa veramente è che le aree interne e montane della nostra regione, non siano ingiustamente e ulteriormente penalizzate. Perciò rimandiamo al mittente le accuse di fare battaglie di retroguardia e antistoriche”.
Antonio Menna, capogruppo Udc al Consiglio regionale, torna a farsi sentire sul problema dei tagli alla sanità regionale.
“Difendo i territori svantaggiati e più poveri – aggiunge Antonio Menna – poiché da sempre il mio impegno politico personale e del mio partito è connaturato alle necessità delle fasce sociali più deboli e bisognose della nostra regione le cui istanze dovrebbero essere al primo posto nell’agenda di tutte le forze politiche”.
“A pagare le conseguenze dei tagli e delle restrizioni, non possono essere sempre gli anziani e i cittadini delle aree svantaggiate – spiega il capogruppo Udc. – In questo modo si accentua lo spopolamento di quei territori e si riducono al lumicino le aspettative di vita delle popolazioni residenti. Le conseguenze potrebbero essere insanabili”.
“Non si riorganizza il servizio sanitario regionale soltanto tagliando e chiudendo ospedali. La sanità è un servizio indispensabile che, al contrario, deve essere razionalizzato e reso funzionale alle esigenze dei cittadini, come abbiamo già evidenziato. Gli interventi devono mirare ad eliminare gli sprechi, a chiudere i reparti doppioni, a ridurre drasticamente i ricoveri impropri” – stigmatizza ancora Antonio Menna.
“Oggi, invece, per giustificare la politica dei tagli, si prendono a riferimento i dati delle prime limitazioni attuate nel 2008 dall’esecutivo guidato da Ottaviano Del Turco – incalza il capogruppo Udc – e non quelli antecedenti in cui tutte le Asl e tutti gli ospedali pubblici e privati della nostra regione erano in piena attività”.
“Infatti i tagli dei 6 piccoli ospedali è la conseguenza della riconversione fatta da Del Turco e dal centro-sinistra, dai debiti e sanitopoli che non può essere fatta pagare solo dalla povera gente e dai territori svantaggiati”.
“Ribadiamo, perciò – conclude il consigliere regionale Udc, Antonio Menna – che il piano di riassetto proposto dal presidente Gianni Chiodi e dalla sua maggioranza deve essere rivisto e concordato con gli amministratori locali e il Consiglio regionale, per evitare un futuro di incertezza per l’Abruzzo, un quadro di declino irreversibile per le aree montane e per quelle interne e un preoccupante aumento dei disservizi a scapito delle popolazioni residenti, senza ridurre il deficit, ma con un grande problema di coesione sociale ”.






