L’AQUILA – Entro il prossimo mese di settembre si conoscerà il destino dei direttori generali delle Aziende sanitarie locali provinciali di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, e Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro.
Su entrambi sono in corso le valutazioni dell’operato, previste dopo 18 mesi di attività.
I dirigenti dell’assessorato regionale alla Sanità stanno esaminando i documenti e poi stileranno le ‘pagelle’ dei manager: sarà poi la Giunta regionale di centrosinistra a decidere se confermarli o chiudere il rapporto per il mancato rispetto degli obiettivi.
I contratti di Silveri e Zavattaro sono stati rinnovati all’inizio dello scorso anno e fino al 2018 dalla precedente Giunta di centrodestra guidata dal presidente Gianni Chiodi.
L’attuale valutazione, la prima dopo il rinnovo del contratto, viene effettuata in base a criteri oggettivi previsti dalla legge 502 del 1992.
Per meritare la conferma, i due devono raggiungere un punteggio minimo di 120 punti.
Anche se la conferma dei due manager è legata a valutazioni oggettive dettate da una legge nazionale, il loro destino è anche gravato di un significato politico: non a caso, è in atto un dibattito serrato visto che entrambi sono espressione della coalizione di centrodestra e che ora la decisione spetta al nuovo presidente, Luciano D’Alfonso, a capo di una coalizione di centrosinistra.
A questo proposito, i direttori generali non sono soggetti alla norma regionale dello spoil system, come invece previsto per i vertici politici degli enti regionali.
Soprattutto Silveri, nelle passate settimane, è stato al centro di attacchi partiti dopo l’insediamento della nuova Giunta da parte dei massimi esponenti del Partito democratico aquilano, che ha chiesto più volte le dimissioni del manager: gli viene rimproverato, in particolare, il calo della qualità assistenziale nell’ospedale San Salvatore del capoluogo.
Secondo il centrodestra, l’azione di critica operata anche con alcuni blitz in ospedale di esponenti politici avvenuti all’insaputa di Silveri, l’attacco è teso al taglio del manager per la nomina di un uomo di area.
Contro Silveri si è espresso più volte anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che da febbraio 2013 a maggio 2014 è tornato a lavorare nell’ospedale aquilano all’interno dell’ufficio Risk management della stessa direzione generale.
Il primo cittadino aquilano, tuttavia, è stato smentito dai sindaci degli altri centri della provincia, in testa Avezzano e Castel di Sangro, che invece hanno difeso il direttore generale.
Tanto che il comitato ristretto dei sindaci in materia di sanità ha approvato il bilancio rinviando la valutazione sul direttore. Anche Zavattaro è stato al centro di critiche.
Curioso come Zavattaro abbia polemizzato con Silveri, quando si scagliò contro la nomina, nel febbraio del 2013, del nuovo direttore amministrativo della Asl dell’Aquila, Silvia Cavalli, già in servizio a Chieti con lo stesso incarico.
Secondo il manager chietino si è trattato di uno “scippo”, che ha creato parecchi problemi alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti.
Per completare il quadro della sanità abruzzese c’è da considerare che il direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, è in scadenza nel 2017 e l’ultima verifica l’ha superata con Chiodi.
A Teramo, invece, la poltrona è vacante dopo le dimissioni di Paolo Rolleri, nominato lo scorso anno dall’ex governatore: nell’arco dei primi 18 mesi di incarico, il manager, abitando a Genova, ha scelto un altro incarico a Milano, considerando più agevole raggiungere la sede di lavoro.
La nuova nomina è stata sollecitata più volte al presidente D’Alfonso da esponenti politici e istituzionali teramani.
La sanità abruzzese è ancora alle prese con il piano di risanamento imposto dal governo nazionale a causa del deficit.
In questi giorni è in atto un dibattito sulla riforma del settore con la riduzione delle Asl da quattro a due, per il centrodestra espediente per cambiare manager di diverso schieramento politico.



