L’AQUILA – “Per tentare di sanare tanto sfacelo che si è creato nella sanità pubblica la nostra Regione cosa si ‘inventa’? I concorsi! E se da un lato fa intervenire i medici dell’esercito, dall’altro rischia concretamente di mandare a casa persone che in questi anni hanno lavorato da precarie con diverse tipologie di contratto e che, dopo tanto tempo e tante esperienze acquisite, avevano sperato in una stabilizzazione o in una internalizzazione. Se esiste ancora qualche cosa di simile alla sinistra, batta un colpo!”: lo afferma Tina Massimini, militante politica, esponente aquilana di lungo corso della sinistra di classe, promotrice del Comitato Popolare per la difesa del Sistema Sanitario Nazionale nato recentemente all’Aquila.
“Siamo nel periodo della campagna elettorale verso le regionali di marzo – scrive Massimini in una nota -. Quale momento migliore per smascherare le malefatte del passato e per sperare in una lunga serie di promesse sapendo che non saranno realizzate?”.
“Impensabile, invece – prosegue – sperare in una vera e severa autocritica da parte del Partito democratico e dei sindacati che, negli ultimi trenta, quarant’anni hanno prestato il fianco a quel partito e dintorni. Cominciamo con le malefatte ideate e attuate dalla cosiddetta sinistra che, avendo dimenticato se non addirittura rinnegato la propria storia e le proprie origini, nel 2001, durante il governo Amato e a colpi di fiducia, Massimo D’Alema costruì la riforma del Titolo V della Costituzione. Infatti il ‘furbetto’ pugliese, volendo conquistare e inglobare i voti della Lega di Bossi il quale gridava alla Secessione, regalò all’Italia una riforma che ha costituito le fondamenta dell’Autonomia. Il risultato fu che la Lega invece andò sempre più a destra e l’Italia si ritrovò sempre più divisa, disunita e diseguale. Il risultato è stato che ogni Regione ha applicato la propria autonomia su tutta una serie di materie e soprattutto in materia sanitaria. Venti Regioni, venti sanità diverse e tanti, tantissimi soldi hanno cominciato a muoversi o meglio, sono stati trasferiti dal pubblico al privato”
“Le Unità socio sanitarie Locali, le Ussl, sono diventate Aziende sanitarie locali, cioè Asl, con a capo un manager nominato dalla Regione, ovvero dai partiti. Poiché il debito cresceva a dismisura qualcuno propose l’abolizione delle Province, come se il dissesto economico dipendesse da loro. Invece la loro abolizione e il trasferimento delle loro competenze ad altri enti, Regioni comprese, ha prodotto disordine amministrativo ed ulteriori, gravi disservizi. Nel frattempo, parole come solidarietà, uguaglianza, diritti collettivi, diritti sociali, beni comuni, eccetera, sono state sostituite con altre parole come globalizzazione, mercato, competizione, privatizzazioni, eccetera, che hanno scavato profondi solchi nella società e creato le premesse per le tante guerre a cui l’Italia ha fornito il suo contributo materiale ed economico”, continua Massimini, secondo cui “La ‘mutazione genetica’ che aveva già fatto accettare e infine condividere le politiche economiche neo-liberiste, le restrizioni imposte dall’Europa, i Patti di Stabilità e via discorrendo, hanno determinato l’allontanamento del Partito democratico dalla vita e dai bisogni concreti delle periferie, dei lavoratori, dei piccoli artigiani. Me lo ricordo bene quando alti esponenti del Pd, rivolgendosi ai giovani, dicevano ‘Scordatevi il posto fisso’. E infatti, soprattutto i giovani, hanno dovuto imparare il significato di lavoro precario, lavoro a tempo determinato, lavoro a somministrazione, senza nessuna possibilità di poter progettare il proprio futuro figurarsi progettare una famiglia! La mancanza di una lettura critica anche rispetto al progetto di ridurre sempre più il ruolo dello Stato, ha portato la sinistra ad accettare anche le peggiori riforme sul lavoro e sulle pensioni lasciando nella solitudine e nello sconforto la gran parte dei cittadini”
“Nulla di sorprendente se poi il suo elettorato, ormai deluso e frustrato, cominciò a disertare le urne oppure a votare movimenti di protesta che quasi sempre puntualmente denunciavano il lungo elenco dei motivi di scontento della maggioranza della popolazione. Dopo il Covid-19, qualcuno si è accorto degli effetti dei dannosi tagli economici che negli anni sono stati eseguiti e delle conseguenze deleterie del blocco del turn-over che ha più che dimezzato le piante organiche di tutte le strutture pubbliche. Per tentare di sanare tanto sfacelo che si è creato nella sanità pubblica la nostra Regione cosa si inventa”? I concorsi! E se da un lato fa intervenire i medici dell’esercito, dall’altro intende mandare a casa le decine e decine di persone che in questi anni hanno lavorato, con diverse tipologie di contratto e che, dopo tanto tempo e tante esperienze acquisite, avevano sperato in una stabilizzazione. Se esiste ancora qualche cosa di simile alla sinistra, batta un colpo!”, conclude Massimini.






